Piano della Regione Sicilia per un posto a 35mila Lsu

18/11/2002



          16 novembre 2002


          ITALIA-LAVORO


          Piano della Regione Sicilia per un posto a 35mila Lsu
          Giambattista Pepi


          (NOSTRO SERVIZIO)
          CATANIA – La Regione siciliana preme sull’acceleratore per trovare una sistemazione definitiva ai lavoratori socialmente utili. «Prevediamo di far uscire definitivamente dalla condizione del precariato il 50% degli Lsu siciliani. La Regione ha intenzione di chiudere il capitolo del precariato aperto da troppo tempo», dice l’assessore al Lavoro, Raffaele Stancanelli. A collocare i precari sarà Italia Lavoro Sicilia, la società a capitale misto creata dalla Regione Siciliana e da Italia Lavoro, che fornirà agli enti pubblici e alle imprese le informazioni e l’assistenza indispensabili per organizzare i percorsi formativi e l’esternalizzazione dei servizi. Per raggiungere l’obiettivo, Italia Lavoro Sicilia ha da poco definito il Piano integrato regionale «Economia sociale» (Pir). Tra gli obiettivi individuati, è stato riconosciuta come prioritaria proprio la sistemazione definitiva degli oltre 35mila Lsu (32.600 dei quali a carico del bilancio regionale): un "esercito" formato prevalentemente da uomini, impegnati per 20 ore la settimana, che percepisce un assegno di circa 440 euro mensili. Esaurita la prima fase del progetto, che nel corso del 2001 ha consentito di stabilizzare 14mila precari, scatta adesso la fase due, che dovrebbe assicurare un posto per tutti gli altri Lsu e di alleggerire il bilancio della Regione Siciliana dall’onere del loro mantenimento, che s’aggira sui 75/80 milioni di euro all’anno. Gli ambiti di attività riguardano l’ambiente, le foreste e la tutela del territorio, i beni culturali, i servizi alla persona, i trasporti, il turismo, i servizi pubblici locali e della motorizzazione civile, l’artigianato, il commercio e la cooperazione, mentre tra le misure di politica attiva del lavoro sono stati individuati, la formazione professionale, la cessione all’esterno di alcuni servizi delle pubbliche amministrazioni e la collaborazione coordinata e continua. Il programma di stabilizzazione fa anche affidamento al sistema delle imprese: Italia Lavoro Sicilia è impegnata a valorizzare i tirocini formativi, finalizzati all’assunzione dei precari da parte delle aziende e a promuovere i percorsi di delocalizzazione produttiva. Nel complesso l’impegno finanziario ammonterà, tra fondi pubblici e privati, a 250 milioni di euro.