Piano d’azione per la crescita e l’occupazione approvato al vertice G20

Piano d’Azione per la Crescita e l’Occupazione
Cannes, 4 novembre 2011

L’economia globale è entrata in una fase nuova e difficile. La crescita globale si è indebolita, i rischi di ribasso del tasso di crescita sono accresciuti e la fiducia è diminuita. L’incertezza riguardo alla sostenibilità dei livelli del debito pubblico in alcune economie sviluppate è aumentata, e il riequilibrio della domanda del settore pubblico verso il settore privato e della domanda esterna verso la domanda interna non si è concretizzato.

    ·In Europa, i rischi del debito sovrano in alcuni paesi hanno creato una difficile dinamica di aumento dei costi degli interessi sul debito e tensioni nel sistema bancario, che ora pesano sulla fiducia e sull’attività reale nella zona euro. Le previsioni di crescita nella zona euro oggi sono più deboli e la disoccupazione più alta.
    ·Negli Stati Uniti, la ripresa è stata più bassa del previsto. Il rimbalzo atteso della domanda privata non si è concretizzato a causa di una combinazione di debole crescita dell’occupazione, aggiustamento in corso nel settore dell’edilizia abitativa e associata ricostruzione dei bilanci delle famiglie. Una maggiore sicurezza e determinazione nei confronti del consolidamento fiscale nel medio termine contribuirà al rafforzamento della crescita.
    ·Nei mercati emergenti, ci sono chiari segnali di rallentamento della crescita mentre la situazione nelle economie sviluppate comincia a farsi sentire su questi paesi. In alcuni paesi emergenti, i rischi per la stabilità finanziaria e per il surriscaldamento economico rimangono. La mancanza di un tasso di cambio flessibile in alcuni paesi limita le scelte politiche per affrontare questi rischi.

Di fronte a queste sfide, siamo d’accordo che ora è necessario il rafforzamento della cooperazione politica internazionale. Abbiamo concordato un Piano d’Azione per affrontare le vulnerabilità nel breve termine e rafforzare le fondamenta della crescita nel medio termine.

Siamo fermamente impegnati a sostenere la ripresa, garantire la stabilità finanziaria e ristabilire la fiducia. Solo attraverso azioni collettive su tutti questi fronti potremo avvicinarci ad una crescita più forte, più sostenibile e più equilibrata. Il nostro obiettivo finale è fornire maggiori e migliori posti di lavoro per i nostri cittadini, promuovere l’inclusione sociale in tutti i paesi, favorire lo sviluppo e la riduzione della povertà, in particolare nei paesi meno sviluppati del pianeta.

Abbiamo realizzato il nostro impegno di Seul sviluppando linee guida indicative per valutare i grandi squilibri persistenti. Questo Piano d’Azione esprime i punti di vista del G20 e si basa sulle valutazioni indipendenti degli uffici del FMI in merito alle cause profonde di questi squilibri e alle raccomandazioni politiche per affrontarle.

Ci impegniamo a perseguire con determinazione e senza indugio l’introduzione delle seguenti misure.

Affrontare le vulnerabilità nel breve termine e ristabilire la stabilità finanziaria

Abbiamo concordato un piano per sostenere la ripresa nel breve termine, promuovere la crescita e ristabilire la stabilità finanziaria in modo che integri le nostre riforme nel medio termine:

    1.Ci impegniamo a prendere tutte le misure necessarie per preservare la stabilità dei sistemi bancari e dei mercati finanziari. Garantiremo che le banche siano adeguatamente capitalizzate ed abbiano sufficiente accesso ai finanziamenti per affrontare i rischi attuali. Le banche centrali continueranno a tenersi pronte per fornire liquidità alle banche quando richiesto.
    2.Gli stati membri del G20 concordano di attuare un’appropriata combinazione di misure per garantire la ripresa.
    a)Le politiche monetarie manterranno la stabilità dei prezzi nel medio termine e continueranno a sostenere la ripresa economica. Come richiesto dalle situazioni nazionali, inclusi i piani di consolidamento di medio termine, la politica monetaria risponderà ai cambiamenti delle condizioni del mercato economico e finanziario, tenendo conto del probabile impatto sulle prospettive di medio termine dell’andamento dei prezzi.

    b)I paesi industrializzati, tenendo conto delle diverse situazioni nazionali, adotteranno politiche per costruire fiducia e sostegno alla crescita, attuare misure chiare, credibili e specifiche per realizzare il consolidamento fiscale, tra cui gli impegni specifici del paese come indicati qui di seguito.

    c)I governi nella zona euro si impegnano a prendere tutte le misure e le azioni necessarie per garantire la stabilità della zona euro ed hanno adottato un pacchetto globale. (i) Dopo aver deciso di rendere più flessibili gli strumenti del Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (EFSF) il 21 luglio 2011, il Vertice della zona euro ha deciso il 26 ottobre un aumento significativo delle sue risorse finanziarie fino a 1000 miliardi di euro. (ii) I paesi della zona euro hanno concordato di rafforzare in modo significativo la sorveglianza economica e fiscale e la governance della zona euro. (iii) Un particolare sforzo in termini di consolidamento fiscale e di riforme strutturali sarà fatto da quegli stati membri della zona euro che stanno vivendo tensioni nei mercati del debito sovrano. (iv) E’ stata trovata una soluzione eccezionale per garantire la sostenibilità del debito pubblico in Grecia attraverso un programma di aggiustamento rigoroso e uno sconto nominale su base volontaria del debito greco da parte di investitori privati. (v) Infine, sono state concordate una serie di misure generali per aumentare la fiducia nel settore bancario, tra cui quelle che facilitano l’accesso ad eventuali finanziamenti a termine e aumentano temporaneamente il conto capitale delle grandi banche al 9% del capitale Core Tier 1, dopo aver tenuto conto delle esposizioni verso il rischio sovrano entro la fine di giugno del 2012, pur mantenendo il flusso del credito all’economia reale e garantendo che questi piani non porteranno ad un’eccessiva riduzione delle risorse finanziarie.

    d)L’Italia si impegna a raggiungere rapidamente una riduzione del debito in rapporto al PIL a partire dal 2012 e a chiudere con il pareggio di bilancio entro il 2013. Questo obiettivo, basato sulla piena attuazione del pacchetto fiscale di 60 miliardi di euro approvato durante l’estate, sarà sostenuto dal rafforzamento delle norme fiscali, derivanti sia dalla legislazione europea e dall’introduzione nella costituzione della regola del pareggio di bilancio. L’Italia si impegna ad attuare, pienamente e rapidamente, il piano complessivo di crescita realizzando le riforme strutturali annunciate il 26 ottobre. Sosteniamo le misure presentate dall’Italia nel Vertice europeo e l’accordo sulla valutazione e supervisione dettagliata concordato dalla Commissione europea. In questo contesto, accogliamo favorevolmente la decisione dell’Italia di invitare il FMI a realizzare una verifica pubblica delle sue politiche attuative su base trimestrale.

    e)Gli Stati Uniti si impegnano ad attuare tempestivamente un pacchetto di misure di breve termine per sostenere la ripresa, attraverso investimenti pubblici, riforme fiscali, coerenti con un piano credibile di consolidamento fiscale di medio termine.

    f)Il Giappone si impegna ad attuare rapidamente misure fiscali sostanziali per la ricostruzione dopo il terremoto, stimate almeno di 19 miliardi di yen (circa il 4% del PIL), garantendo l’impegno al consolidamento fiscale nel medio termine.

    g)L’Australia, il Brasile, il Canada, la Cina, la Germania, la Corea e l’Indonesia, dove le finanze pubbliche rimangono relativamente forti, e in considerazione delle situazioni nazionali, concordano di lasciar funzionare gli stabilizzatori fiscali automatici e, nel caso le condizioni economiche globali dovessero sostanzialmente peggiorare, concordano di prendere, a seconda dei casi, misure discrezionali a sostegno della domanda interna, pur mantenendo i loro obiettivi fiscali di medio termine.

    h)I paesi emergenti si impegnano ad adottare politiche macroeconomiche per migliorare la capacità di recupero delle loro economie e di quelle in surplus e adotteranno politiche macroeconomiche per orientarsi verso una maggiore crescita trainata dalla domanda interna, sostenendo in tal modo la ripresa globale e la sostenibilità finanziaria.

    3.Affermiamo il nostro impegno a orientarci più rapidamente verso sistemi di cambio determinati dal mercato, migliorare la flessibilità del tasso di cambio per riflettere i fondamentali sottostanti e astenersi dalla svalutazione competitiva delle valute. Le misure di cui sopra dovrebbero aiutare ad affrontare le sfide create dagli sviluppi nella liquidità globale e dalla volatilità del flusso di capitali, facilitando in tal modo gli ulteriori progressi delle riforme dei tassi di cambio e riducendo un eccessivo accumulo di riserve. Accogliamo con favore le recenti modifiche del regime di cambio in Russa che consentono al rublo di essere più in linea con le forze del mercato e la determinazione della Cina di aumentare la flessibilità del tasso di cambio coerente con i fondamentali del mercato.
    4.Riconosciamo le situazioni specifiche dei grandi produttori di materie prime in termini di accumulo di riserve.
    5.Ci impegniamo a ridurre al minimo, in tutte le aree di decisione politica, gli effetti diffusivi sugli altri paesi di politiche attuate per scopi interni. Ribadiamo il nostro interesse condiviso in un sistema finanziario internazionale forte e stabile, e il nostro sostegno ai tassi di cambio determinati dal mercato. Ribadiamo che l’eccessiva volatilità e i movimenti disordinati dei tassi di cambio hanno implicazioni negative per la stabilità economica e finanziaria.
    6.Ci impegniamo affinché il FMI disponga di risorse adeguate per adempiere alle sue responsabilità sistemiche.

Rafforzare le fondamenta della crescita nel medio termine

Abbiamo concordato che le misure destinate a rimuovere i rischi immediati che minacciano la ripresa devono essere integrate da ampie riforme per aumentare la fiducia, far crescere la produzione globale e per creare occupazione.

Abbiamo concordato un piano di sei punti per rafforzare le basi della crescita nel medio termine: (1) impegni di consolidamento fiscale; (2) impegni ad aumentare la domanda del settore privato nei paesi con un surplus di bilancio, e, a seconda dei casi, reindirizzare la domanda dal settore pubblico al settore privato nei paesi con un deficit di bilancio; (3) impegnarsi nelle riforme strutturali per aumentare la crescita e migliorare la creazione di occupazione in tutti i paesi membri del G20; (4) impegnarsi in riforme per rafforzare i sistemi finanziari nazionali/globali; e (5) adottare misure per promuovere il commercio e l’investimento, respingendo il protezionismo in tutte le sue forme; e (6) adottare misure per promuovere lo sviluppo. Gli allegati presentano gli impegni politici in dettaglio di tutti i membri, con le misure chiave riassunte di seguito:

    1.Piani specifici e concreti per il consolidamento fiscale sono essenziali per mettere le finanze pubbliche su una strada credibile e sostenibile e sono la chiave per ridurre il deficit di bialncio (aumento dei risparmi nazionali), che promuoverà ulteriormente il riequilibrio globale in certo numero di grandi paesi.
    a)Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Corea, Spagna, Regno Unito, e gli Stati Uniti ribadiscono il loro impegno assunto a Toronto a favore di piani per un consolidamento fiscale chiaro e credibile per dimezzare i disavanzi entro il 2013 in rapporto ai livelli del 2010, e per stabilizzare o ridurre il debito del governo in rapporto al PIL entro il 2016. Questi piani saranno solidi per una serie di risultati economici, informati da ipotesi economiche prudenti e, in certi casi, rafforzati da regole di bilancio che tengano conto del ciclo economico. In particolare:
      ·Gli stati Uniti si impegnano a ridurre il loro debito in rapporto al PIL non oltre la metà del decennio attraverso un piano equilibrato di riduzione del disavanzo che si basa sulla legge di controllo di bilancio (Budget Control Act) del 2011 che ha emanato circa 1.000 miliardi di dollari in risparmi discrezionali per i prossimi dieci anni e bloccato almeno ulteriori 1.200 miliardi di dollari per la riduzione del deficit. Il piano include: un’ulteriore riduzione della spesa, riforme dei programmi di protezione sociale; riforma fiscale che aumenta le entrate, riduzione dei tassi e tagli alle scappatoie fiscali e alle spese; e norme di bilancio più forti per migliorare la prevedibilità e la credibilità. Queste riforme, insieme alla legge di controllo di bilancio, produrranno una riduzione del disavanzo totale di 4.000 miliardi di dollari in 10 anni.
      ·La Francia si impegna a ridurre il deficit fiscale al 3% nel 2013 attraverso: restrizioni più rigorose alle spese del governo centrale e di assicurazione sanitaria; migliore destinazione dei trasferimenti sociali; riduzione delle spese fiscali che non penalizzino la crescita; e l’introduzione di norme fiscali vigenti nella costituzione per ancorare la stabilità.
      ·Il Regno Unito ribadisce l’impegno al consolidamento fiscale previsto ed ai piani dettagliati di spesa quadriennali stabiliti nella revisione della spesa del 2010. Intraprenderà riforme strutturali, tra cui misure che garantiscano l’aggiustamento fiscale non penalizzante per la crescita e misure che affrontino le pressioni sulla spesa e gli squilibri nel lungo termine, nonché la gestione in modo più sistematico dell’aumento in futuro dell’età pensionabile in risposta all’allungamento dell’aspettativa di vita.

    b)Il Giappone si impegna ad attuare il “Piano Definitivo per la Riforma Generale della Previdenza Sociale e Fiscale” che definisce le politiche che includono l’aumento graduale dell’imposta di consumo al 10% entro la metà del decennio e la presentazione della legge attuativa entro la fine dell’anno fiscale 2011 per realizzare queste politiche, al fine di onorare l’impegno di Toronto.

    c)L’India si impegna a rafforzare la mobilitazione delle entrate attraverso riforme fiscali, che includono una tassa unificata sui beni e sui servizi e la riforma del codice fiscale personale e aziendale.
    2.I paesi con un surplus di bilancio e quelli con una domanda privata relativamente debole svolgeranno un ruolo importante nel riequilibrio e nel sostengo della domanda globale.
    a)La Germania attuerà misure per promuovere il consumo privato e l’investimento, con l’aspettativa di aumentare nel tempo la percentuale sul PIL dei due componenti. La Germania si impegna a prendere misure volte a rafforzare la domanda interna, riducendo le inefficienze che possono essere alla base del basso investimento e dell’alto risparmio privato.
    b)Riconoscendo che la domanda privata è stata relativamente debole negli scorsi anni, il Giappone attuerà misure per promuovere il consumo privato e l’investimento con l’aspettativa di aumentare nel tempo la percentuale sul PIL dei due componenti. Questo comporta un’accelerazione dell’attuazione della “Nuova strategia per la crescita” che comprende politiche che aumenteranno la domanda di una serie di servizi.
    c)La Cina riequilibrerà la domanda verso il consumo interno, attuando misure per rafforzare le reti di sicurezza sociale, aumentare il reddito delle famiglie e trasformare il modello di crescita economica. Queste azioni saranno rafforzate da misure in corso per promuovere una maggiore flessibilità del tasso di cambio, per rappresentare meglio i fondamentali economici sottostanti e ridurre gradualmente il ritmo di accumulo delle riserve in valuta estera.
    d)Le altre economie in surplus riconoscono di avere anch’esse un ruolo significativo nel promuovere il riequilibrio globale e nell’impegnarsi ad incoraggiare la spesa privata (Indonesia, Corea). L’Indonesia ha annunciato un piano nazionale per le infrastrutture che aumenteranno significativamente gli investimenti privati.
    3.Ulteriori progressi in materia di riforme strutturali sono fondamentali per aumentare la produzione in tutti i paesi del G20
    a)Riforme strutturali saranno associate a politiche attive e flessibili del mercato del lavoro e ad efficaci istituzioni del lavoro che offrano incentivi per accrescere posti di lavoro formali e di qualità. Gli stati membri si impegnano a promuovere la mobilità e ad incoraggiare la partecipazione, tra cui le riforme fiscali e previdenziali per ridurre la disoccupazione di lunga durata e incoraggiare, ove opportuno, la partecipazione dei lavoratori più anziani e delle donne.
    b)Gli stati membri miglioreranno la concorrenza e ridurranno le distorsioni. Le azioni includono: investimenti infrastrutturali (Brasile, India, Indonesia, Messico, Arabia Saudita, Sud Africa); sostegno alla ricerca, all’istruzione, sviluppo delle competenze ed eliminazione delle tariffe sui macchinari e sugli input manifatturieri (Canada); riforma dei prezzi per fattori di produzione, promuovere la riforma del tasso di interesse determinato dal mercato in maniera ordinata e raggiungere la convertibilità progressiva in conto capitale dello yuan come dichiarato nel piano quinquennale in corso (Cina); riforme strutturali nel settore dei servizi per aumentare la produttività (Francia, Germania, Italia, Corea); riforma fiscale volta ad una tassazione più favorevole verso l’occupazione (Germania, Italia); aumentare gli obblighi di divulgazione delle informazioni da parte delle istituzioni finanziarie (Russia); eliminazione graduale dei sussidi nel medio termine, fornendo supporto diretto ai poveri (India, Indonesia); riforme per l’efficienza energetica ed un maggiore uso delle risorse energetiche rinnovabili e nazionali (Turchia); la riforma dell’agricoltura (Argentina); una maggiore integrazione regionale per promuovere il commercio e l’investimento (Sud Africa); miglioramento delle pratiche e maggiore vigilanza dei mercati finanziari nel breve termine e riforme per contribuire a promuovere un aumento dei risparmi delle famiglie come percentuale del PIL (USA); transizione verso un’economia di energia pulita attraverso un meccanismo efficace del prezzo del carbonio (Australia) e sforzi per promuovere una crescita “verde” (Corea).
    c)L’Unione europea si è impegnata pienamente ad accelerare e ad approfondire ulteriormente l’integrazione del mercato unico attraverso un programma generale basato su dodici azioni chiave prioritarie per stimolare la crescita. Queste comprendono azioni nell’area dei servizi, delle reti transeuropee, del mercato unico digitale, della mobilità dei lavoratori, del finanziamento per le piccole e medie imprese e della fiscalità. Nel quadro della strategia “Europa 2020”, l’Unione europea ha adottato diversi obiettivi per il 2020: aumentare al 75% il tasso di occupazione per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni, migliorare i livelli di istruzione e aumentare la quota dei livelli di investimenti pubblici e privati nella Ricerca e Sviluppo, R&D al 3% del PIL dell’Unione europea.
    d)Riconosciamo l’importanza per la ripresa economica mondiale di mantenere la stabilità dei mercati petroliferi internazionali, ad un livello coerente con la crescita economica globale, così come di aumentare la trasparenza delle politiche energetiche in tutti i paesi.
    e)L’Arabia Saudita si è impegnata a continuare a svolgere il ruolo sistemico in materia di stabilizzazione dei mercati petroliferi a sostegno dell’economia globale.
    4.Ci impegniamo ad attuare pienamente e tempestivamente l’agenda di riforma del settore finanziario concordata a Seul, tra cui: l’attuazione di Basilea II, II.5 e III secondo le scadenze concordate; un maggiore sforzo di supervisione; obblighi in materia di compensazione e commercializzazione dei prodotti derivati del mercato non regolamentato, over-the-counter, OTC; norme e principi per migliori pratiche in materia di compensazione, conseguendo un unico nucleo di principi di qualità di norme contabili internazionali; un quadro generale per affrontare i rischi posti dalle istituzioni finanziarie di importanza sistemica; e, rafforzare la regolamentazione e la vigilanza del sistema bancario ombra. Abbiamo approvato la relazione congiunta FMI/Banca Mondiale/Comitato per la Stabilità Finanziaria sulle questioni di stabilità finanziaria nei mercati emergenti e nelle economie dei paesi in via di sviluppo.
    5.Ribadiamo l’impegno di resistere al protezionismo in tutte le sue forme, di rettificare le misure incoerenti e di far avanzare l’agenda del commercio multilaterale, come concordato a Toronto.
    6.Mentre la riduzione delle barriere al commercio e agli investimenti ridurrà il divario nello sviluppo e sosterrà l’avanzamento verso gli obiettivi di sviluppo del millennio, ulteriori sforzi, volti a sostenere il rafforzamento della capacità e a canalizzare un surplus di risparmi verso gli investimenti che favoriscano la crescita nei paesi in via di sviluppo, tra cui lo sviluppo delle infrastrutture, avrebbero anche effetti diffusivi positivi per la crescita globale, il riequilibrio e lo sviluppo.
    a)Il miglioramento dell’accesso al mercato per i paesi meno sviluppati deve essere integrato con il rafforzamento delle facilitazioni al commercio, e di programmi di finanziamento e di aiuto al commercio per aumentare la loro capacità di scambio.
    b)I paesi in via di sviluppo hanno il potenziale per contribuire a creare una crescita globale più forte e più equilibrata e devono essere considerati come mercati per gli investimenti, soprattutto infrastrutturali. Accogliamo favorevolmente il Piano d’Azione per le Infrastrutture delle Banche Multilaterali per lo Sviluppo e le raccomandazione del Gruppo di Alto livello, HLP. E’ importante garantire adeguati flussi di finanziamenti pubblici allo sviluppo, così come promuovere approcci innovativi che accrescano le risorse di capitale privato.

Ci riterremo responsabili del raggiungimento dei nostri impegni per affrontare le vulnerabilità nel breve termine e andare avanti con le riforme (si veda l’allegato). Miglioreremo la nostra attività informativa e di monitoraggio nel 2012 e negli anni futuri, lo sviluppo di un quadro che valuti il progresso dei nostri impegni in merito alla riforma delle nostre politiche fiscali, finanziarie, strutturali, monetarie, di cambio, commerciali e di sviluppo. Come concordato a Seul, continueremo ad utilizzare linee guida indicative come il meccanismo di valutazione dei progressi realizzati verso il riequilibrio e la coerenza delle politiche di bilancio, monetarie, finanziarie, strutturali, di cambio e di altra natura.

Continueremo in futuro a coordinare le politiche in considerazione di ome si evolvono le condizioni economiche. Il nostro Quadro per una Crescita Forte, Sostenibile ed Equilibrata non è un esercizio una tantum, ma un processo dinamico che si adegua agli sviluppi.

Chiediamo ai ministri delle Finanze di lavorare strettamente nei prossimi mesi per affrontare le vulnerabilità e la ripresa sostenibile.

(traduzione a cura di Maria Teresa Polico)