Piano 2004 per l’occupazione

28/10/2004

            giovedì 28 ottobre 2004

            sezione: ITALIA-LAVORO – pag: 23
            Il documento sarà presentato oggi all’esame del Consiglio dei ministri
            Piano 2004 per l’occupazione
            SERENA UCCELLO
            MILANO • Sarà presentato oggi al Consiglio dei ministri il Nap 2004, il piano nazionale per l’occupazione con il quale ogni anno gli stati Ue fanno il punto sugli interventi in materia di occupazione e di sviluppo del mercato del lavoro. Il documento, infatti, dopo una prima approvazione nazionale sarà presentato a a Bruxelles. Il piano di quest’anno è un testo "intermedio" che traccia cioè un primo rendiconto degli interventi programmati l’anno scorso in attesa di tracciare le valutazioni definitive con il Nap 2005. Niente giudizi, pertanto, ma piuttosto l’analisi dello stato dell’arte della riforma del lavoro, di quella previdenziale e delle politiche educative (la riforma Moratti).

            Il documento, dunque, nella prima parte analizza l’andamento del mercato rilevando come sono migliorati tutti gli indicatori: il tasso di occupazione complessivo ha raggiunto il 57,5% (era il 56,7 nel 2002) e quello delle donne il 45,1 (dal 44,4), il tasso di disoccupazione è sceso all’8,4 per cento. «Una tendenza positiva — spiega il Nap — che si è mante• nuta anche nei primi due trimestri del 2004, nei quali tuttavia si registra un lieve rallentamento della crescita».


            Di conseguenza alla luce dei dati risultanti ottenuti, chiarisce il documento, l’obiettivo di raggiungere nel 2005 un tasso di occupazione del 58,5% appare senz’altro percorribile, come pure sembra raggiungibile un tasso di occupazione femminile pari al 46 per cento. Perché tale obiettivo venga raggiunto è tuttavia necessario soprattutto accrescere l’occupazione nelle fasce di popolazione che hanno maggiori margini, ed in particolare nel Mezzogiorno, sia tra i maschi che tra le donne».


            Analizzando i trend di crescita emerge che in particolare nell’ultimo anno si è registrato un forte incremento degli occupati nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni (152mila occupati in più rispetto all’anno precedente). Su questo dato, spiega il Nap, «influiscono fattori demografici e sociali».


            Per quanto riguarda l’occupazione femminile, «l’incremento tendenziale più forte di quello della componente maschile, determina il ridursi del gap occupazione, così come quello relativo ai tassi di disoccupazione».
            Nella seconda parte del documento vengono indicate le risposte italiane alle quattro raccomandazioni di Bruxelles, ovvero: aumentare l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese; rendere il lavoro una vera opportunità per tutti; investire maggiormente e con più efficacia nel capitale umano e nella formazione continua; assicurare un’effettiva attuazione alla riforme attraverso una migliore governance.


            Quanto agli interventi, il rapporto ripercorre «il processo di adozione» della Biagi che intervenendo «da un lato sul mercato, dall’altro sulle tipologie contrattuali può assicurare una maggiore trasparenza nei meccanismi di incontro tra domanda e offerta».


            Ma nonostante i risultati ottenuti «il Governo considera ora prioritario il riordino degli ammortizzatori sociali», obiettivo che, ha assicurato il ministro Maroni, sarà centrato «entro la fine della legislatura».