Piacenza. Commercio e servizi, lo sciopero è doppio

23/03/2004


23/03/2004

Verso la protesta generale di venerdì: le segreterie dei sindacati di categoria rilanciano
Commercio e servizi, lo sciopero è doppio
Venerdì otto ore di stop invece di quattro. «Contratto scaduto da 15 mesi»

      «Chiediamo un aumento salariale di 107 euro Alle nostre richieste le controparti hanno risposto che bisogna attendere che sia operativa la legge Biagi»

    (p.pin) I sindacati delle categorie commercio e servizi aderiranno allo sciopero unitario nazionale del 26 marzo, e incroceranno le braccia per l’interna giornata o turno di lavoro. Mobilitazione indetta dalle tre centrali sindacali in segno di protesta contro le politiche del welfare adottate dal governo, e che in quasi tutta Italia si tradurrà, oltre che in cortei e in manifestazioni, in un’astensione dal lavoro di quattro ore. Prescrizione alla quale faranno eccezione alcune categorie di lavoratori, spiegano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.
    «Il contratto è scaduto nel dicembre 2002 e non è più stato rinnovato: sono passati quindici mesi e siamo ancora in alto mare – osservano Gianluca Zilocchi di Filcams Cigl e Michele Vaghini di Fisascat Cisl -. Per questo motivo la nostra adesione alla mobilitazione vedrà uno sciopero di otto ore o dell’interno turno di lavoro dei lavoratori della nostra categoria. Chiediamo un aumento salariale di 107 euro. Alle nostre richieste le controparti hanno risposto che per poter essere accolte, occorre attendere l’entrata in vigore della legge 30». Alias la legge Biagi, che non convince i sindacati per tre motivi. «L’introduzione del cosiddetto lavoro a chiamata – spiega Vaghini -, il far alzare l’età dell’apprendistato insieme all’aumentare del numero di anni di “tirocinio”, e la possibile terziarizzazione di parti di aziende, con il rischio che i lavoratori si trovino senza garanzie e diritti. Il nostro settore, che offre servizi al territorio, è un settore in crescita, a fronte dello stato attuale di crisi attraversato da tanti altri rami dell’occupazione, come l’industria. Per questo deve essere maggiormente tutelato». «Vogliamo contrastare l’introduzione della legge Biagi nella nostra categoria – aggiunge Zilocchi -, che vedono alcuni settori, come il ramo delle pulizie o la vigilanza, già pesantemente caratterizzati da precarietà lavorativa». Allo sciopero di venerdì 26 marzo aderiranno anche le cooperative che operano nel settore della distribuzione: non avevano preso parte alla mobilitazione organizzata dalle altre categorie del commercio prima di Natale («Hanno contratti diversi, e le trattative sindacali si svolgono in parallelo»). Le tipologie di lavoratori che fanno riferimento a Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil sono (oltre ovviamente al commercio e distribuzione) attive nei settori delle pulizie, vigilanza, servizio mense e farmacie. Nel settore del credito, intanto, le segreterie provinciali di Falcri, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil e Uilca invitano i lavoratori a partecipare all’assemblea provinciale in programma domani pomeriggio, mercoledì, presso il salone parrocchiale di San Giuseppe Operaio, in viale Martiri della Resistenza 19.