Phonemedia: interviene il Tribunale

01/03/2010

Dopo il caso ex Eutelia–Agile, un’altra vertenza finita nelle mani dei giudici. È quella riguardante Phonemedia, il colosso dei call center, con oltre 7.000 addetti dislocati in 12 sedi sul territorio (Novara, Trino Vercellese, Biella, Monza, Bologna, Casalecchio di Reno, Pistoia, Bitritto, Bari, Catanzaro, Vibo Valentia e Trapani), dopo che il tribunale di Novara ha accolto le istanze dei lavoratori, disponendo il commissariamento della società Raf, una parte importante del gruppo, con il sequestro dell’azienda e il congelamento di tutti i crediti, le disponibilità liquide e ogni attività relativa. Sempre l tribunale, ha quindi escluso l’amministratore in carica da qualsiasi attività, nominando un custode giudiziario, con pieni poteri per la gestione e l’esercizio dell’impresa, oltre all’attivazione di cigs urgente per i lavoratori della Raf, dei call center piemontesi e di Monza. Per il sindacato, si tratta di una vittoria del lavoro, visto che tutti
gli addetti non prendevano lo stipendio da mesi (i primi di dicembre era stata pagata la mensilità di settembre); successivamente, la multinazionale, diventata nel giro di pochi anni (dal 2002 in poi), grazie a una lunga serie di acquisizioni e fusioni nel nostro paese, in Albania e Argentina, la leader italiana nel settore dei contact center, si era trasformata in un autentico fantasma: “Non c’era uno stato di crisi dichiarato – ricordano i delegati Rsu, che da novembre avevano avviato scioperi e assemblee permanenti nelle varie sedi – né era stata richiesta la cig o avviate le procedure per la mobilità. Il lavoro era fermo da tempo, quasi tutte le sedi chiuse e la clientela sparita, così come non si aveva notizia dei vertici aziendali”. Ora la sentenza, che “conferma la giustezza dell’impostazione nazionale della vertenza – sottolinea in una nota l’Slc CGIL –, rendendo finalmente giustizia ai lavoratori della società e presto a quelli dell’intera Phonemedia. Si è definitivamente dimostrata l’inaffidabilità della proprietà, palesando, se ancora ce ne fosse bisogno, la strumentalità delle azioni effettuate sino ad oggi dal gruppo Omega, comprese le raffazzonate e tardive richieste di apertura di ammortizzatori sociali e la strumentale dichiarata volontà di predisporre un concordato”.