“Pharma” Rifornimenti difficili

21/11/2006
      DEL LUNEDÌ
    20 novembre 2006

    Viaggio nelle liberalizzazioni
    Esercizi farmaceutici. A fine anno nasce un federazione per tutelarli

      Rifornimenti difficili

        S. Tod.

        Si chiamerà «Federazione degli esercizi farmaceutici»: nascerà ufficialmente entro l’anno e difenderà gli interessi dei farmacisti abilitati ma privi di farmacia che vogliono vivere l’avventura della vendita di cure senza ricetta in un esercizio di vicinato.

        Questa sorta di "Federfarma ombra" potrebbe rappresentare uno dei più vistosi effetti collaterali della liberalizzazione targata «Bersani» sul pianeta dei medicinali. Ad accelerare il processo, le difficoltà in cui si imbattono gli aspiranti gestori di "parafarmacie". Nei primi mesi del 2007 sono previste oltre 300 nuove aperture, salvo ritardi dovuti a difficoltà burocratiche. Ma i pur preziosi consigli dispensati ai colleghi dal «Movimento nazionale dei liberi farmacisti» (Mnlf) – "Non esponete mai i farmaci sul banco"; "Controllate periodicamente le scadenze"; "Utilizzate un timbro personale per marchiare fustella e scatoletta" — non risolvono il nodo dei nodi: l’approvvigionamento.

        Sulla questione, a fine settembre, l’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di sette società di distribuzione farmaceutica sospettate di boicottare le richieste di fornitura delle parafarmacie. Da allora qualcosa è cambiato, almeno per la Gdo. «Le difficoltà si stanno progressivamente attenuando», dice Vincenzo Santaniello, responsabile del progetto CoopSalute.

        Ma i liberi farmacisti sono di tutt’altro avviso: «Le forme sono diverse, l’ostruzionismo resta», spiega il vicepresidente Mnlf, Fabio Romiti. «Se a chiedere i rifornimenti è un piccolo esercizio, il grossista lo tratta in modo assai diverso rispetto alle farmacie: offre uno sconto standard del 25% e chiede il pagamento contrassegno. Ora stiamo girando all’Antitrust (che chiuderà l’istruttoria nel settembre 2007, ndr) tutti i documenti contenenti condizioni capestro».

        Accuse che l’Associazione dei distributori farmaceutici (Adf) respinge con convinzione. «La categoria vive una realtà fortemente concorrenziale: non esistono accordi di nessun genere – afferma il presidente, Ornella Barra -. In ogni caso abbiamo subito inviato alle aziende associate una circolare che ricorda l’obbligo di legge a rifornire chiunque sia autorizzato ad approvvigionarsi di medicinali. E nell’ispezione del 28 settembre l’Antitrust ci ha trovati con le carte in regola».

        Intanto i liberi farmacisti si stanno organizzando. Sceglieranno un marchio e un’insegna comune ("esercizio farmaceutico"); vogliono far massa con i gruppi d’acquisto. E sognano una bacchetta magica che tolga il prefisso "para" ai loro negozi.