“Pharma” Prontuario di regole per «parafarmacie»

21/11/2006
      DEL LUNED�
    20 novembre 2006

    Viaggio nelle liberalizzazioni

    Per le �parafarmacie�
    un prontuario di regole

    Dopo la circolare del 3 ottobre norme pi� severe in tre Regioni

      di Sara Todaro

      Chiamatevi pure "parafarmacie", ma dedicate uno spazio esclusivo (anche �un singolo scaffale o parte di esso�) ai medicinali, per evitare che si confondano con le altre merci. Consentite il self-service, ma garantite la presenza di un farmacista dotato di distintivo per tutto l’orario d’apertura. E ancora: rispettate le norme su pubblicit�, conservazione, contraffazione dei medicinali e l’obbligo di comunicazione di inizio vendita (alla Salute, all’Aifa, ai Comuni). E infine: aderite al meccanismo di tracciabilit� delle confezioni farmaceutiche, altrimenti a gennaio i grossisti non potranno pi� rifornirvi.

      Suonano cos� le regole fissate da una circolare della Salute del 3 ottobre per l’attuazione del �decreto Bersani� sulla liberalizzazione della vendita fuori farmacia dei prodotti da banco senza obbligo di ricetta. Regole semplici per irreggimentare l’attivit� dei "corner" farmaceutici soprattutto nella Gdo.

      Regole che hanno trovato subito una declinazione originale almeno nelle tre Regioni che hanno deliberato in materia.

      La prima ad attivarsi � stata la Lombardia, il 4 ottobre. Alle indicazioni ministeriali riprese in dettaglio, ha aggiunto dell’altro. Ecco cos�: l’obbligo di camice bianco, l’assistenza �personale e diretta al cliente� di uno o pi� farmacisti abilitati, pareti o vetrate per separare il corner dal resto dell’esercizio commerciale. Ha disciplinato il magazzino – facendo riferimento alle buone pratiche di settore di livello comunitario – e ha preteso l’installazione di un fax dedicato per gli eventuali avvisi urgenti (ritiro o sequestro di farmaci) provenienti dall’Aifa, dalla Salute o dalla Regione.

      Stringatissima e orientata a disciplinare soprattutto le attivit� di vigilanza, invece, la delibera della Toscana del 16 ottobre. Affida alle Asl il controllo sui reparti adibiti alla vendita e obbliga i farmacisti coinvolti a svolgere la normale attivit� di farmacovigilanza, segnalando tutte le sospette reazioni avverse.

      Ultima, in ordine di tempo, la delibera dell’Umbria del 30 ottobre. Delle tre � quella che dettaglia di pi�, imponendo vincoli pi� severi anche rispetto al testo lombardo, in gran parte sovrapponibile. Tra le indicazioni curiose, la richiesta di camici colorati per gli addetti alla vendita dei parafarmaci, per rendere pi� facile l’identificazione del farmacista bianco-vestito.

      Tassativa, invece, l’individuazione della scadenza entro cui chi non s’adegua dovr� sospendere la vendita gi� avviata. La Lombardia ha concesso 90 giorni, scavallando automaticamente al 2007. L’Umbria vuole tutto in regola entro fine anno.