Pfizer ne licenzia 6 mila Cisl, a rischio in 200 mila Legacoop, l’edilizia taglia

19/05/2010

Boccata d’aria per l’euro (tornato sopra quota 1,24 sul dollaro) e le borse europee: a spingere i listini sono stati i primi prestiti effettivamente erogati alla Grecia. Prestiti, che ovviamente non sono rimasti in mani elleniche, ma sono direttamente volati in quelle dei creditori di bond in scadenza. Sul fronte dell’economia reale, invece, notizie contrastanti: in Germania l’indice Zew delle aspettative degli imprenditori è sceso in maggio di 8 punti, anche se rimane in territorio positivo. In Italia, invece, la bilancia commerciale in marzo segna un deficit di 1,3 miliardi (e di 7,068 miliardi nel primo trimestre. in peggioramento dai 69 milioni del marzo dello scorso anno. L’unica consolazione è la forte crescita delle esportazioni (+17,1%) inferiore, tuttavia, a quella del 22,6% dell’import. Anche dagli Usa notizie contrastanti: in aprile i prezzi alla produzione sono diminuiti dello 0,1% grazie alla caduta delle quotazioni del petrolio. Nello stesso mese c’è stato un buon aumento (5,8%) nell’apertura di cantieri edili. Tuttavia il futuro del settore è ancora incerto: lo dimostra il dato (-11,5%) delle licenze edilizie concesse.
Notizie meno brillanti arrivano dal mondo del lavoro. La peggiore dagli Stati uniti: la multinazionale farmaceutica Pfizer ha comunicato il licenziamento di 6 mila dipendenti e la chiusura di 8 stabilimenti. Oltre alla riduzione dell’attività in altri 6 impianti. Non è poco: a rimanere a casa sarà il 18% della forza lavoro attualmente impiegata. Pfizer conta attualmente 78 impianti e 33mila addetti circa. Dalla Francia è arrivato un nuovo dato negativo sul fronte della distruzione di posti di lavoro che, seppure a un ritmo un po’ più blando, prosegue: nel primo trimestre, secondo la stima Innse, i salariati sono ulteriormente diminuiti e su base annua la flessione è dell’1,3%, pari a 209 mila posti di lavoro cancellati. L’unica forma di lavoro aumentata è l’interinale: rispetto al primo trimestre 2009 ha aumentato gli effettivi del 20,1%, pari a 88.100 unità.Ma veniamo al lavoro in Italia: quali sono le prospettive? La Cisl è
molto pessimista: l’industria rischia di perdere altri 150-200 mila posti di lavoro nel 2010 che si aggiungerebbero ai 350mila già persi dall’inizio della crisi, cioè da aprile 2008. Secondo il «Rapporto industria Cisl 2010» molti lavoratori in cassa integrazione straordinaria o in deroga potrebbero non tornare al lavoro. I lavoratori di gruppi e aziende in crisi coinvolti negli ammortizzatori sociali sono, secondo la Cisl, «circa 600mila». Pessimista è anche l’Ancpl-Legacoop. Per l’Associazione delle cooperative delle costruzioni che ieri ha tenuto a Roma l’assemblea nazionale, nel settore delle costruzioni sono a rischio 30mila posti di lavoro se non si adottano misure di sostegno alla domanda di investimenti.