Pezzotta: un tavolo vero sul lavoro

10/05/2002





Il leader Cisl replica al presidente del Consiglio: capisca le nostre ragioni
Pezzotta: un tavolo vero sul lavoro
ROMA – Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, sospende ogni valutazione di merito sulla riforma fiscale, dopo l’incontro con il ministro Tremonti giudicato comunque «positivo». «Non abbiamo dato un giudizio, prima vogliamo capire il sistema delle deduzioni e delle detrazioni. Noi – ha detto il leader cislino – vogliamo che i redditi più bassi siano salvaguardati e che ci siano criteri di equità. Comunque si è solo avviato un discorso e un giudizio lo daremo solo alla fine». È polemica invece tra la Cgil e il ministero dell’Economia sulla riforma fiscale. «La Cgil aveva fatto male i suoi conti – ha detto ieri il viceministro dell’Economia, Mario Baldassarri -. Credo che ieri sera sia rimasta un po’ sorpresa dal fatto che molte delle indicazioni del sindacato sulla delega fiscale erano già comprese nelle intenzioni del Governo». Baldassarri ha infatti ribadito che la riforma «non solo prevede una progressività più forte di quella attuale, ma partirà proprio dai redditi più bassi». Per il viceministro, quindi, «se uno prende due aliquote e le confronta con le cinque attuali senza considerare il sistema di deduzioni fiscali che si vuole introdurre, fa un calcolo sbagliato». Immediata la replica della Cgil: «Il punto di partenza della manovra fiscale – ha commentato il responsabile delle politiche sociali Cgil, Beniamino Lapadula – potrà anche riguardare, come dice il ministro Tremonti, le fasce più bisognose, ma il punto di arrivo è certo: verranno premiati solo i più ricchi». E la Cgil sollecita il ministro dell’Economia Tremonti «a fornire le cifre vere della riforma». Ma a tenere alta l’attenzione del sindacato è soprattutto il tavolo sul lavoro. «Il tavolo fiscale è importante ma il problema vero – ha detto Pezzotta – è il lavoro e su questo non sono ancora arrivati segnali. Occorre aprire un tavolo dove si dovrà tenere conto dei milioni di persone che hanno partecipato allo sciopero generale». E al premier che ha dichiarato di non capire le ragioni di contrarietà del sindacato su una riforma «che crea posti di lavoro» Pezzotta ha risposto: «Se ci chiama a un tavolo gliele spieghiamo un’altra volta. Penso che le abbiano capite milioni di lavoratori. Il problema è se il Governo vuole capire o no le nostre ragioni».

Venerdí 10 Maggio 2002