Pezzotta: siamo aperti alla Cgil, però non faccia politica

18/10/2004

            lunedì 18 ottobre 2004

            STRATEGIE / Il dibattito tra le organizzazioni sindacali dopo il documento inviato a Prodi da Epifani. Angeletti (Uil): ora che hanno fatto una scelta di campo si sono indeboliti

            Pezzotta: siamo aperti alla Cgil, però non faccia politica
            Oggi l’incontro tra i sindacati. Il leader Cisl: vado con spirito positivo. Se il governo non accetterà le nostre richieste sarà sciopero

            ROMA – Il sindacato e la Finanziaria, il sindacato e il governo Berlusconi, il sindacato e la politica. Tutto questo sarà oggi sul tavolo nel vertice tra i leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti. L’anno scorso, di questi tempi, i tre segretari erano lanciatissimi nella preparazione dello sciopero generale del 24 ottobre. Quest’anno, invece, si presentano divisi all’appuntamento con la Finanziaria. Ma non tanto sul giudizio, che alla fine è negativo da parte di tutti e tre, quanto sulla linea nei confronti del governo Berlusconi.

            Cisl e Uil sono per andare al confronto sulla parte che completerà la manovra, cioè sul taglio delle tasse e sulle misure per la competitività. «Noi – spiega Pezzotta – stiamo aspettando che il governo apra un tavolo come ha promesso. Se le nostre richieste non saranno accolte, faremo lo sciopero». La Cgil, invece, ritiene che ormai non sia più possibile raddrizzare questa Finanziaria e che quindi si debba già lanciare la mobilitazione. Per la Cisl e la Uil la posizione della Cgil è l’ennesima prova che l’organizzazione di Epifani ha una pregiudiziale politica verso il governo di centrodestra. La Cgil respinge l’accusa e afferma che la sua opposizione è sui contenuti.

            «I nodi sono arrivati al pettine e bisogna affrontarli. Mi auguro che tra noi se ne parli con molta libertà», dice Pezzotta. «Il vertice – aggiunge – l’ho chiesto io. Vuole essere un segno di apertura. E ci vado con spirito positivo e un pizzico di speranza». Per spiegare quali siano i nodi il segretario della Cisl si rifugia dietro alla formula dei «rapporti con la politica». Tradotto significa il diverso orizzonte strategico della Cgil da una parte e della Cisl e della Uil dall’altra. Con il sindacato «rosso» deciso a portare fino in fondo la battaglia contro l’esecutivo e già impegnato a fianco del centrosinistra, e la Cisl e la Uil decise a difendere l’autonomia del sindacato rispetto ai due poli. Scelte coerenti con le rispettive basi: completamente schierata con i partiti di opposizione e fortemente militante nel caso della Cgil, divisa tra centrodestra e centrosinistra e comunque meno politicizzata nel caso della Cisl e della Uil. Più ci si avvicina alle elezioni del 2006 e più queste differenze si vedono.


            Cgil e Cisl hanno già messo sul tavolo i rispettivi «manifesti». Dieci giorni fa Epifani e tutti i membri della segreteria Cgil hanno mandato a Romano Prodi un documento di 17 pagine quale contributo al programma del centrosinistra. Dopo qualche giorno Pezzotta ha scritto un saggio, pubblicato sul
            Sole 24 ore , denunciando l’esistenza di «una questione sindacale». Con il suo documento a Prodi, scrive il leader della Cisl, la Cgil è andata «oltre il collateralismo e la cinghia di trasmissione per porsi come componente di uno schieramento politico: una vera novità che però ha ricadute di freno e di inibizione sul piano strettamente sindacale». Contemporaneamente, Epifani, con un’intervista al Corriere della Sera , ha rivendicato la scelta di un contributo attraverso «idee sindacali» al programma di Prodi, facendo capire di aver voluto giocare d’anticipo per non lasciare il monopolio dei temi del lavoro al leader di Rifondazione, Fausto Bertinotti.

            Ma per Pezzotta e Angeletti la sostanza non cambia. La Cgil ha fatto una scelta di campo che, come dice il segretario della Uil, «la indebolisce perché la condanna a influenzare la politica economica solo all’interno di uno schieramento». La discussione non è solo teorica, tanto è vero che ha impedito finora a Cgil, Cisl e Uil di presentare quel documento comune sulla Finanziaria che avevano annunciato. Il punto, dicono Cisl e Uil, è che «noi vogliamo conservare il nostro ruolo di interlocutori anche con questo governo e quindi presentare le nostre proposte e confrontarci, la Cgil no». Da Corso Italia replicano: «Le nostre proposte sono note, sono quelle decise dall’assemblea Cgil, Cisl e Uil a marzo e sempre ignorate dal governo».


            Oggi i tre leader cercheranno un compromesso per andare avanti nel breve periodo. Ma resta irrisolta la questione di fondo: il rapporto tra il sindacato e il sistema politico bipolare. Sulle decisioni delle prossime settimane potrebbe influire, a favore di Epifani, anche la manifestazione contro la Finanziaria decisa dall’Ulivo per il 6 novembre: difficile immaginare che mentre il centrosinistra porta la gente in piazza la Cisl e la Uil stiano a guardare. Alla fine, a meno di improbabili accordi con Berlusconi, anche loro dovranno scioperare. Ma, anche se andasse così, non per questo Cgil, Cisl e Uil sarebbero più vicine.

          Enrico Marro
            L’agenda del vertice
            ECONOMIA E POLITICA
            Oggi a Roma incontro tra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Epifani, Pezzotta e Angeletti, che prima parleranno con Pera e Casini sui temi della devolution, discuteranno le strategie a proposito della Finanziaria: Cisl e Uil sono per il confronto con il governo, la Cgil ritiene che ormai si debba preparare la mobilitazione

            La Cgil e gli altri
            MANO TESA A PEZZOTTA
            In un colloquio con il
            Corriere , Epifani analizza le relazioni con Cisl e Uil. Il segretario della Cgil fa risalire a una scelta di Pezzotta lo strappo del 2001: la Cisl non volle prendere posizione sui programmi dei Poli come nel ’94 e nel ’96. Ma Epifani tende la mano: «Sulla Finanziaria vogliamo muoverci unitariamente»