Pezzotta: sei cose da chiarire con la Cgil

22/01/2004


22 Gennaio 2004

ASSEMBLEA ALL’ATM MILANO: SBAGLIATO REINTRODURRE LE GABBIE SALARIALI

Pezzotta: sei cose da chiarire con la Cgil


«Credo che bisogna parlare con chiarezza e per questo ho chiesto alla Cgil di chiarire sei punti», lo ha detto ieri il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, a margine di un’assemblea degli iscritti alla Cisl dell’Atm. «Dobbiamo chiarirci – ha spiegato Pezzotta – se quando andiamo ad un tavolo di un negoziato andiamo per discutere o per alzarci, se per salvaguardare il reddito dei lavoratori facciamo una richiesta per ripristinare la politica dei redditi, se possiamo avere posizioni comuni sul contratto degli artigiani, che è scaduto da tre anni, se siamo in grado di fare una proposta alternativa a quella del governo sulle pensioni, se vogliamo trovare un equilibrio sui nuovi contratti e infine se vogliamo sostenere una riforma del welfare». «Non possiamo sempre dire di no – ha aggiunto riferendosi alla proposta del leader della Margherita Francesco Rutelli sulla riforma delle pensioni – dobbiamo ragionare; quella di Rutelli è una proposta, io mi confronto con tutte le proposte sapendo che il vero confronto lo dobbiamo fare con il governo. Certo nella proposta di Rutelli ci sono alcuni elementi di equità, per esempio è sostenuta la richiesta di aumentare i contributi dei lavoratori autonomi e questo mi fa piacere e se lo dicessero tutti non sarebbe male». Parlando di contratti il segretario della Cisl ha poi bocciato le gabbie salariali. «Non servono – ha spiegato – sono il superamento del contratto nazionale di lavoro, ma non si può far finta che il problema non c’è». A suo parere «eliminare o depotenziare, come qualcuno crede il contratto nazionale è un errore ma con Cgil e Uil dobbiamo ragionare come articolare la contrattazione. Il contratto nazionale – ha concluso Pezzotta – è un elemento di equilibrio. Quando con Cgil e Uil abbiamo avviato la difficile mediazione per chiudere il rinnovo biennale degli autoferrotranvieri lo abbiamo fatto anche per evitare che ci potesse essere una frammentazione contrattuale».