Pezzotta: rispondiamo uniti all’eversione

06/06/2003

    06 Giugno 2003

    IL SEGRETARIO DELLA CONFEDERAZIONE NEL MIRINO AUSPICA «MAGGIOR DIALOGO» TRA LE FORZE SOCIALI

    colloquio
    Maurizio Tropeano
    Pezzotta: rispondiamo uniti all’eversione
    «Senza contratto del pubblico impiego il 27 sarà sciopero generale»

    TORINO
    IN fondo le comunicazioni del ministro dell’Interno, Beppe Pisanu, non lo hanno sorpreso più di tanto: «Che la Cisl sia sottoposta a continui attacchi di tipo eversivo è abbastanza evidente», spiega il segretario del sindacato Savino Pezzotta. Ecco perché dalla riunione del direttivo piemontese della sua organizzazione il leader lancia tre chiari messaggi. Il primo: «Per battere il terrorismo serve una risposta unitaria di tutto il sindacato. In queste ore i responsabili organizzativi di Cgil, Cisl e Uil, si stanno riunendo per organizzare tre grandi manifestazioni. Partiremo dalla Sardegna, la Regione più colpita».

    Il secondo: «E’ evidente che se certi eccessi polemici rientrassero, anche se non c’è nessun collegamento tra l’espressione accesa del dissenso e gli episodi eversivi, sarebbe un segnale utile». Il terzo: «La chiusura positiva delle vertenze in corso, a partire dal pubblico impiego e dal caso Alitalia, costituirebbe un elemento centrale per raffreddare le tensioni sociali e darebbe ai sindacati altri strumenti per combattere i terroristi».
    Certo, la relazione di Pisanu segnala un salto di qualità negli attacchi contro la Cisl. Pezzotta non lo può negare ma preferisce non entrare nel merito delle accuse all’area dell’antagonismo: «Non sono in Parlamento. Devo leggere attentamente la relazione del ministro. Se ha fatto quelle affermazioni avrà tutti gli elementi per sostenerle». Pezzotta parla ai giornalisti nella sala congressi dell’hotel Pacific di Torino. Dietro di lui, discreti ma vigili, ci sono alcuni uomini della Digos. Fuori, a garantire la sicurezza della riunione ci sono un ventina di agenti di polizia. «Io – attacca il segretario – non sono tanto preoccupato per la mia incolumità. Ormai ci sono abituato anche se questa situazione mi dà abbastanza fastidio».
    I suoi timori sono altri: «E’ tutta l’organizzazione ad essere sotto tiro. Se devo essere sincero sono preoccupato per i quadri, ma anche per i militanti di base perché non sappiamo con chi abbiamo a che fare». Ecco perché il leader sindacale punta molto sulle «iniziative unitarie che stiamo costruendo con le altre organizzazioni» perché per battere il terrorismo «è necessario che il sindacato risponda in maniera unitaria». Si parte dalla Sardegna per poi organizzare altre due iniziative comuni «una al Centro-Sud e la seconda più a Nord».
    Ma accanto a questa azione è necessario anche «il ripristino delle corrette relazioni sindacali che permettono di prevenire forme di protesta che forse non rientrano nell’ortodossia». Evidente il riferimento alla vertenza Alitalia e al ricorso massiccio ai certificati medici da parte degli assistenti di volo. Pezzotta è convinto: «Se il tavolo delle trattative, avviato in questi giorni, fosse stato operativo prima, come più volte avevamo chiesto, probabilmente quei conflitti si sarebbero evitati». Il leader sindacale prende spunto dalla vicenda che ha creato disagi a decine di migliaia di persone per lanciare un preciso segnale: «Se non si rinnova il contratto del pubblico impiego il 27 giugno ci sarà lo sciopero generale. Questo creerà disagi (si asterranno dal lavoro i dipendenti degli enti locali, della sanità e del parastato, ndr.)? Certamente. Ma allora perché non si tratta?». Ribadisce: «Se si rinnovano tutti i contratti pubblici si raffreddano le tensioni sociali e si ripristinano le condizioni di una coerente politica di tutti i redditi».
    Pezzotta, infine, chiede al Governo di «sciogliere ogni ambiguità» e di sfruttare la decisione della Bce di abbassare di mezzo punto il tasso di interesse per «adottare una vera politica di concertazione per rilanciare gli investimenti soprattutto nelle aree del Mezzogiorno attraverso un nuovo patto sociale per lo sviluppo e la competitività».