Pezzotta proroga l’incarico dei segretari per trovare l’unità

10/11/2004


    mercoledì 10 novembre 2004

    In attesa del congresso 2005

    Cisl, Pezzotta proroga l’incarico dei segretari per trovare l’unità

    Bruno Ugolini

    Quando era stato eletto segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta era stato visto da qualche osservatore come una specie di re travicello, un segretario di passaggio che non avrebbe resistito agli assalti degli eredi dell’ala D’Antoni-Marini (diciamo gli ex Dc) e degli eredi dell’ala Carniti (gli ex socialisti). Non è andata così. Ha saputo rimanere alla guida di un’organizzazione complessa, gelosa della propria autonomia, poco descrivibile con le etichette di comodo. Ora si accinge ad un nuovo Congresso (nel 2005) e sembra sia riuscito a scavalcare i possibili nuovi ostacoli all’orizzonte, anche se il bilancio del suo sindacato potrebbe trovare spunti di critica. Citiamo ad esempio l’esperienza del Patto per l’Italia che non ha dato i risultati auspicati. Il tentativo di poter almeno contenere i danni provocati dal governo di centrodestra non ha trovato sbocchi positivi. E il sindacato tutto insieme è oggi alla vigilia di un nuovo sciopero generale, costruito attorno ad una piattaforma che in sostanza rappresenta un’alternativa alla legge Finanziaria.

    La mossa risolutiva di Savino Pezzotta si è dispiegata in due tappe. La prima è stata la pubblicazione di un suo articolato studio sui compiti nuovi del sindacalismo di fronte a trasformazioni che hanno mutato quadro politico (il bipolarismo) e realtà lavorative. Era la premessa per il discorso fatto ai dirigenti Cisl riuniti per un paio di giorni a Roma. Miei cari, ha detto in sostanza, tutto è cambiato, anche rispetto alle nostre vecchie dialettiche interne, abbiamo di fronte una fase delicata in cui la Cisl può essere sottoposta a prove ardue. Ricetta conclusiva: unità massima del gruppo dirigente, dialettiche su una nuova strategia e non sulla dislocazione dei poteri interni. E per garantire una coesione vincente ha fatto approvare una norma che proroga i mandati per tutti i membri della segreteria. Non era in gioco il suo mandato. Pezzotta, infatti, era stato eletto nel 2000 e poi confermato nel congresso del 2001. Aveva fatto dunque solo un mandato completo (più un anno). Sarebbe rimasto fino al 2008. Altri componenti della segreteria avrebbero dovuto invece uscire al congresso del 2005 e tra questi i due che hanno sempre sperato di poter diventare i “secondi” nelle cariche interne: Raffele Bonanni (ala D’Antoni-Marini) e Pier Paolo Baretta (ala Carniti). Ora resteranno e così la Cisl potrà dare “un segno chiaro di unità”, come è scritto nel documento finale del Comitato esecutivo approvato all’unanimità salvo due astensioni.


    C’è da dire che già nel recente passato un altro segretario della Cisl, Sergio D’Antoni, aveva fatto approvare una deroga simile. Ma aveva riguardato il suo solo mandato. Ora saranno elaborate le tesi per il congresso, partendo proprio dalle idee di Pezzotta basate sul concetto di “partecipazione”, con un sindacato “capace d’essere protagonista di una fase storica caratterizzata da cambiamenti eccezionali”. È in questo quadro che saranno sistemate “nuove strategie per la tutela delle capacità di reddito dei lavoratori e dei pensionati, per la riforma del modello contrattuale e per definire nuove tutele per i lavoratori occupati nelle forme flessibili del lavoro, con l’estensione degli ammortizzatori sociali”.