Pezzotta non rinnega le sue passioni ma difende l’autonomia anche da Rutelli

01/06/2005
    mercoledì 1 giugno 2005

      CONVERSAZIONE. IL SEGRETARIO CISL PREPARA IL CONGRESSO
      Pezzotta non rinnega le sue passioni ma difende l’autonomia anche da Rutelli
      «I nostri contrasti con la Cgil non hanno nulla a che fare con le liti nell’Unione»

        «Soccorso rosso» lo chiama con ironia un Savino Pezzotta nient’affatto «inviperito» quanto fermo nell’andare avanti nelle proposte che contraddistinguono «da anni» – sottolinea – il suo sindacato. Quello che in particolare «su certi giornali di sinistra» (l’Unità? Probabilmente ma non solo…) cerca di accreditare l’immagine di una Cisl che “rompe” con la Cgil perché Rutelli rompe con Prodi. «Ho grande stima di Rutelli e della Margherita e ho anche le mie passioni e interessi individuali ma se lui o la Margherita mettessero il naso nelle scelte e nel dibattito interno della Cisl mi arrabbierei», dice al Riformista rientrando da Bormio, dove ha partecipato a un congresso provinciale della Cisl. Cisl che va a un congresso, il XV, importante e da dove Pezzotta rilancerà – dopo aver chiesto il consenso dei suoi – alcune proposte chiave, riforma della contrattazione e patto sociale in testa. «Un giorno certa stampa dice che faccio gli interessi del governo, un giorno che tiro la volata a Confindustria, un altro che mi sono messo d’accordo con la Margherita. E certi giornalisti non interpellano né me né la mia organizzazione per sapere come la pensiamo. La Cisl ha le sue idee e le porta avanti: è plausibile crederlo o no? Certe dietrologie stanno solo nella testa di chi le scrive».

        Ma le critiche più forti Pezzotta le riserva a «quella parte di sindacato che ha l’abitudine di confondere i ruoli tra sindacato e politica o a leggere tutto con gli occhiali della politica». Poi rigira la domanda: quando un organizzazione sindacale calpesta il diritto di un’altra organizzazione sindacale ad esprimere le proprie idee, chi è che spacca il sindacato? Per il segretario della Cisl non ci sono dubbi: «Ai ricatti non ci sto. Il governo ci proponeva di impegnarci al confronto per la riforma degli assetti contrattuali, sul pubblico impiego, un punto su cui il consenso della Cisl c’è da tempo», spiega, «ma la Cgil non solo ha chiesto di cassare quel passaggio dall’intesa ed ha anche impedito che la Cisl lo facesse da sola, con una dichiarazione a verbale. Un diktat inaccettabile». L’idea dei rapporti sindacali e delle relazioni industriali che ha Pezzotta è semplice e netta: «dai tavoli non ci si alza, magari si fa finta, si alza la voce, si tratta ad oltranza ma non si abbandonano sbattendo la porta. Questa sì è una pratica che divide il sindacato».

        Per Pezzotta, «il tempo delle chiacchiere è finito, le commissioni inteconfederali si sono insabbiate, noi non aspetteremo più. Né certi temi si possono rinviare all’infinito. Perché oggi c’è da chiudere il contratto del pubblico impiego, domani quello dei meccanici, dopodomani quello degli spazzacamini…». Sulla riforma della contrattazione la Cisl ha una proposta chiara e la rilancerà con forza al congresso. «Non posso non constatare che l’accordo del luglio ’93, nato per rendere più veloce la chiusura dei contratti, ne rallenta il varo, oltre che per le colpe della controparte. Questo accade – spiega – perché non c’è più la politica dei redditi e vige un sistema di pura moderazione salariale. Inoltre le aziende che pure in questi dieci anni hanno fatto profitti non li hanno ridistribuiti nella negoziazione aziendale ma li hanno investiti in rendite, finanziarie o immobiliari. Ecco perché serve con sempre maggiore urgenza riformare il modello contrattuale, salvaguardando il livello nazionale e redistribuendo la produttività a livello aziendale. Un modo peraltro che permetterebbe alle aziende di investire su loro stesse, cioè innovare, e stimolare le nostre strutture di base a essere protagoniste e migliorare le capacità negoziali di tutto il sindacato. A cosa servono altrimenti le Rsu?».

          Pezzotta ieri ha anche ascoltato la relazione del governatore di Bankitalia Fazio: «La Cisl proporrà a tutte le forze sociali un vero patto sociale per uscire dalla situazione di emergenza in cui versa il Paese ma in due tempi. Il governo metta in campo subito iniziative tampone (sostegno alle imprese, al reddito di lavoratori e pensionati, per il Mezzogiorno) ma prima di entrare in campagna elettorale le forze sociali propongano un patto di legislatura con opportune sedi di verifica, le varie Finanziarie, modo per verificarne lo stato di attuazione e garantirsi libertà d’iniziativa se il patto non funziona. Questa l’ipotesi di lavoro che porterò al congresso». «Una cosa ben diversa – ci tiene a specificare – dal partecipare alla costruzione del programma di governo di uno schieramento o di un altro che mi toglie autonomia, costringendomi poi a fare il sindacato di governo o di opposizione per forza». Manco a dirlo, l’idea che per Pezzotta fa perdere «soggettività politica» al sindacato è della Cgil.