Pezzotta non ci sta: toni inquisitori, Bersani (Ds): battaglia in Parlamento

10/02/2002



Pezzotta non ci sta: toni inquisitori
Bersani (Ds): battaglia in Parlamento

di�
Angelo Faccinetto


 Si approfondisce il solco che divide Cgil e Cisl. E non � tanto questione di sciopero generale, della sua opportunit�. O comunque non solo. Commentando l’intervento conclusivo di Sergio Cofferati al congresso di Rimini, Savino Pezzotta � stato durissimo. Ha detto di non essere disposto ad accettare i toni �inquisitori ed arroganti� usati dal leader della Cgil, che ha accusato di fare politica. Un’accusa pesante in un sindacato geloso della propria autonomia e per di pi� impegnato in un’aspra battaglia contro le scelte del governo.
�La Cisl – dice da Assisi Pezzotta – non seguir� Cofferati in un’avventura che � tutta interna ad un dibattito puramente politico. Non accettiamo che ci sia qualcuno che dubiti della nostra buona fede. � offensivo. Con questi toni non si va molto lontano�. �Sono andato al loro congresso – sottolinea il numero uno di via Po – ed ho espresso con molta chiarezza la posizione della mia organizzazione. Ho parlato dell’inopportunit� di uno sciopero generale. La Cisl riunir� marted� il proprio comitato esecutivo e decideremo le iniziative di mobilitazione alternative allo sciopero�. Obiettivo, �far cambiare le idee al governo su tutte le materie oggetto di confronto�. Ma, appunto, la decisione pi� importante sembre essere gi� stata presa: niente sciopero.
Le parole di Pezzotta, a Rimini, non sono passate inosservate. Cofferati non ha commentato. La replica, per�, � stata netta. E formale. �Esprimiamo il nostro sconcerto per le parole pronunciate dal segretario generale della Cisl – si afferma in una nota -. Colpisce che il segretario Cisl non colga il valore esclusivamente sindacale proposto alle altre due organizzazioni dal segretario della Cgil�. Conclusione: �Per questo motivo � tutto fuorch� offensiva�.
In attesa delle prossime mosse di Cisl e Uil, la Cgil incassa l’appoggio dei Ds, che hanno ribadito la loro posizione. La Quercia chieder� in parlamento lo stralcio della delega riguardante l’articolo 18. E sosterr� la battaglia sindacale con proprie iniziative di mobilitazione. �Le strategie di lotta del sindacato – dice il respondabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani – le decide il sindacato, auspicabilmente perseverando nell’unit�. Ma il partito, la sua battaglia contro la libert� di licenziare, la condurr�. In parlamento e non solo.
Ed � proprio qui, nell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che il governo vuole modificare, il pomo della discordia. In casa Cgil si teme che la Cisl – anch’essa contraria alla delega cos� come formulata – possa acconsentire ad una riduzione delle tutele nell’ambito di un accordo complessivo di sviluppo del Mezzogiorno. In altri termini, che l’efficacia della norma possa essere sospesa per i giovani neoassunti del Sud. Una posizione inaccettabile, per la Cgil. Ma anche un dej� vu. Visto che la possibilit� era gi� stata teorizzata dall’ex numero della Cisl, Sergio D’Antoni. Meno tutele in cambio di pi� occupazione. Nonostante tutto sembri dimostrare il contrario.