Pezzotta: «Niente blitz sulla previdenza»

07/12/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Oggi ultima giornata di scioperi – Cofferati: se il Governo insiste sull’art.18, insisteremo anche noi

    Pezzotta: «Niente blitz sulla previdenza»
    Marco Rogari
    ROMA – Incentivi per proseguire l’attività lavorativa ma, di fatto, anche in maniera "indotta" per andare in pensione anticipata. A tracciare implicitamente la doppia strada per i pensionati di anzianità è il documento sulla proposta di riforma previdenziale che il Governo ha presentato alle parte sociali. E su cui si è appuntata l’attenzione dei sindacati, impegnati a valutare la bozza del piano Maroni in vista dell’incontro di martedì. Il piano-Maroni prevede bonus contributivi e fiscali per favorire la permanenza al lavoro, ma consente, seppure con un meccanismo progressivo in funzione dei contributi versati e dell’età, «la cumulabilità tra pensione e reddito di lavoro dipendente o autonomo anche a chi percepisce la pensione di anzianità». In quest’ultimo caso si potrebbe, in altre parole, andare in pensione e contemporaneamente continuare a lavorare. Una soluzione che rischia di ridurre i possibili effetti dei bonus previsti per rinviare le "uscite". A questo punto resta da vedere come i due interventi verranno tradotti in norme nella delega sulla previdenza. Che, come ha ribadito ieri il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sarà presentata alla Camera insieme a quella fiscale il 15 dicembre. Nel documento di Maroni si afferma, comunque, che non sono previsti interventi per perequare le diverse aliquote contributive, tranne quella per i "parasubordinati" che salirà dal 12,5 al 16,9% allineandosi al livello dei commercianti. Una misura, quest’ultima, contestata dalle associazioni dei "co.co.co" perché non accompagnata da contestuali misure di sostegno come ad esempio l’indennità di disoccupazione. Nel piano, non c’è poi alcun riferimento alla cartolarizzazione per i fondi pensione, che, come ha detto Tremonti, comunque scatterà subito. Il "doppio binario" per le anzianità. Chi sarà in possesso dei requisiti per il pensionamento di anzianità potrà autonomamente decidere di restare al lavoro usufruendo di un bonus: un regime fiscale più favorevole e il convogliamento in busta paga della maggior parte dei contributi previdenziali: attualmente 32,7% per i dipendenti, di cui 23,8% a carico del datore e 8,9% sul lavoratore. Analogo bonus, ma ridotto, dovrebbe essere previsto per il datore di lavoro. Il lavoratore avrà la pensione di anzianità garantita e potrà decidere di usufruirne in qualsiasi momento lasciando l’attività. Solo nel caso in cui l’impresa versi in stato di crisi o sia in atto una ristrutturazione aziendale, la decisione del lavoratore di proseguire l’attività sarà subordinata al consenso del datore di lavoro. Questo meccanismo scatterà obbligatoriamente invece nei casi in cui a scegliere di rinviare il pensionamento sia un lavoratore che abbia maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia. Per chi ha raggiunto i limiti di "anzianità" viene prospettato anche un altro percorso: andare in pensione e cumulare un altro reddito da lavoro. Il cumulo oggi è possibile solo per chi percepisce trattamenti di vecchiaia: il piano Maroni ne prevede la progressiva estensione anche a chi ha un assegno di anzianità.
    Gli effetti sui consumi. Accantonata l’idea, almeno per il momento, di destinare quote del Tfr in busta paga per rilanciare i consumi, il Governo spera comunque di ottenere qualche risultato attraverso gli incentivi per rinviare i pensionamenti: lo sconto contributivo farà infatti crescere lo stipendio dei lavoratori che decideranno di restare al lavoro. Fondi pensione detassati. Sarà incrementata la deducibilità fiscale dei contributi destinati ai fondi pensione. E scatterà anche una detassazione per l’adesione e sui rendimenti della previdenza complementare. sarà inoltre garantita libera scelta ("parità") tra fondi chiusi e fondi aperti.
    Subito la cartolarizzazione. I fondi pensione saranno sviluppati anche in funzione delle privatizzazioni. La cartolarizzazione dei flussi di entrata (quindi, anche delle quote di Tfr) sarà immediata.
    Venerdí 07 Dicembre 2001
 
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