Pezzotta: «Nessun complotto contro la Cgil»

22/04/2001


Domenica 22 Aprile 2001

Intervista al leader della Cisl/ «Ad autoescludersi è stato Cofferati che ha abbandonato il tavolo ed ora dice che vogliamo isolarlo»
«Nessun complotto contro la Cgil»

Pezzotta: «I contratti a termine? Venerdì andiamo in Confindustria per firmare»

di LUCIANO COSTANTINI

ROMA — L’accordo sui contratti a termine è praticamente fatto: bisogna solo aspettare venerdì per la firma di Cisl e Uil. Savino Pezzotta però ostenta cautela: «Per favore non chiamiamolo accordo, ma convergenza». Si inalbera però, il leader cislino, quando gli si chiede se l’intesa di massima raggiunta l’altra sera è stato anche un tentativo di isolare la Cgil: «E no, non ci sto. Se avessi voluto isolare la Cgil perchè avrei dovuto rinviare l’incontro fissato per il 12 aprile? Perchè avrei dovuto sollecitare incontri? Perchè avrei dovuto aspettare al tavolo, fino all’ultimo minuto, il rappresentante di Cofferati? Anzi, sa che le dico, se guardo alla storia degli ultimi anni, sono stati di più i tentativi di isolare la Cisl. Noi abbiamo fatto una manifestazione in solitudine contro la finanziaria del ’99».
Lei comunque dà per scontata la firma per venerdì?

«Io vado per chiudere. Anche se, ripeto, non si tratta di un contratto, ma di un parere per attuare una direttiva europea».

Ma è un parere separato?

«Certamente anche se nessuno ha voluto escludere la Cgil, nè vi sono stati complotti per escluderla. Se uno abbandona la trattativa, poi non può andare a dire che ne viene escluso. Per dirla chiara, quando la Cgil ha abbandonato il tavolo, non ha cercato un confronto con noi e la Uil per approfondire le questioni. Se n’è andata e basta. E poi dice che tra noi e la Confindustria c’è un asse».

E non c’è?

«La Confindustria è la nostra controparte, rappresenta interessi diversi dai nostri, ma con la Confindustria cerchiamo di trovare delle convergenze».

Ma perchè la Cgil ha abbandonato il tavolo?

«Dovrebbe chiederlo alla Cgil».

C’è una motivazione contrattuale o sindacale?

«Non credo. Quando si tratta, si parte da posizioni differenti per arrivare, se possibile, a posizioni comuni. E poi una pre-intesa insieme l’avevamo già trovata».

Be’ un’idea, su quel che è accaduto, se la sarà pure fatta. O no?

«Magari qualcuno ha deciso che quando abbandona un tavolo unilateralmente, tutti debbano seguirlo. Il che mi sembra oggettivamente improponibile. Credo invece che quando si abbandona una trattativa si dovrebbe avere il dovere di chiedere un parere preventivo ai compagni di cordata per valutare la situazione. Questo non è mai avvenuto».

Qualcuno sostiene che questo accordo, pardon, parere separato, sia un tentativo per accreditarvi con la Confindustria.

«E’ una vecchia mania quella di pensare che quando si ragiona con un interlocutore, si è collusi. Non mi sembra neppure il caso di sottolineare che noi siamo da sempre interlocutori di Confindustria e continuiamo ad esserlo».

Magari cercate un’esclusiva.

«No perchè io riconosco che il movimento sindacale è pluralista e non ho mai espresso diritti di veto. Non dico che se gli altri non la pensano come me, sono collusi».

L’intesa di massima sui contratti a termine prelude ad altri accordi separati?

«Intanto all’orizzonte non ci sono altre questioni. Comunque cercheremo sempre di fare le cose insieme».

Lo strappo sembra più lacerante di quello sul "Patto di Milano"…

Prima stabiliamo chi ha provocato lo strappo e lo strappo, in questo caso, lo ha fatto chi ha abbandonato il tavolo. Comunque mi sembra che non sia così grave».

Il primo maggio Cgil, Cisl, Uil si ritroveranno insieme a Pescara per la festa dei lavoratori. Lei, Cofferati e Angeletti vi stringerete la mano?

«Mica abbiamo rotto i rapporti. Siamo per fare un primo maggio unitario, pur consapevoli che tra noi ci sono differenze».

E la mitica unità sindacale adesso dove la mettiamo?

«L’ho già detto all’assemblea dei delegati della Cgil: per costruirla non bisogna partire dai simulacri, ma dalle differenze che ci sono».