Pezzotta nega patti segreti

11/01/2005

    martedì 11 gennaio 2005

      COMPETITIVI 2.
      DOPO L’AFFONDO DI PININFARINA

        Pezzotta nega patti segreti
        solo convergenze parallele
        Per il segretario della Cisl, la bozza Marzano è priva di risorse reali

          In vista dell’incontro convocato per giovedì prossimo tra governo e parti sociali, i sindacati lanciano l’allarme forte e chiaro sui contenuti della bozza Marzano. «Le risorse sono poche», spiega il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta con un editoriale che sarà pubblicato oggi sul quotidiano cislino Conquiste del Lavoro.
          «Il provvedimento dell’esecutivo prevede 287 milioni per il 2005 e 487 milioni per 2006 e 2007: poca roba rispetto alle esigenze del sistema. Interventi che non danno quella caratterizzazione di svolta che, come sindacato, attendevamo». Con il Riformista, il segretario della Cisl approfondisce il ragionamento: «Varare un provvedimento su competitività, sviluppo e ricerca era nella logica delle cose. L’avevamo chiesto, come Cgil, Cisl e Uil in sede di Finanziaria, ma la risposta era stata una non risposta. Ora ci presentano un testo privo di risorse reali, fatto solo di semplificazione e snellimento delle procedure. Il governo francese ha risposto in ben altro modo alla crisi delle sue industrie, con interventi e investimenti mirati. Hanno voluto dare la precedenza alla riforma fiscale, da noi – spiega Pezzotta – e ora non hanno i soldi per introdurre la fiscalità di vantaggio. Per non dire della riforma degli ammortizzatori sociali. Almeno, il premier ha il pregio della chiarezza, rispetto agli altri membri del suo governo: ha puntato tutto sulla riduzione delle tasse. Un’idea di politica economica che non è la nostra, ma almeno è un’idea di politica economica, una linea. Non perché io sia contro in linea di principio, alla riduzione delle aliquote, ma prima andava fatto molto altro. Lo stanziamento di fondi degni di questo nome per la competitività, l’innovazione e la ricerca, per la crescita e contro il declino, appunto. Oltre che per nuove risorse per il Sud. Dopo, si poteva mettere mano alla riforma fiscale».

          Ieri è stata anche la giornata in cui Confindustria ha reso noto uno studio sul tema competitività, studio che fa il paio con le profonde critiche espresse dal vicepresidente Andrea Pininfarina. Gli industriali sollecitano il governo a dimostrare «ambizione e coraggio nel rilanciare le riforme strutturali a 360 gradi» e annunciano «misure da prendere con carattere di urgenza, che possono essere varate in massima fretta e senza aggravi significativi per la finanza pubblica». L’ entente cordiale sindacati-imprenditori è innegabile, ma per il segretario della Cisl «non c’è nessun patto segreto stilato con Confindustria, ma convergenze reali dettate dalla gravità della situazione».

          Il problema è che – dal blocco dell’addizionale regionale Irap all’innalzamento dei limiti per la compensazione dei crediti di imposta, dagli sgravi contributivi per i neo assunti e sugli aumenti salariali agli incentivi per la concentrazione di imprese – nessuno di questi possibili provvedimenti è stato preso in considerazione da parte partiti e dai ministri al governo, impegnati a litigare su altro. Consiglio federale della Lega da una parte e consulta economica di An dall’altra, infatti, non c’è un idea comune che sia una sul pacchetto competitività, tra le forze della maggioranza al governo. Alleanza nazionale ha di fatto bocciato la bozza Marzano annunciando di voler «rimodulare la riforma degli incentivi, aggiungere un nuovo capitolo sul made in Italy, uno sulla tassazione alle impres ee uno sul sostegno alle piccole e medie imprese. Giulio Tremonti, dalla festa della neve azzurra di Roccaraso, rilancia le sue proposte: semplificare le procedure amministrative per l’inizio dell’attività d’impresa, concedere un premio di concentrazione per le aziende e detassare i contributi dati dalle imprese alle università. «Le avevo messo a punto a luglio – sottolinea l’ex ministro – e sono riforme a costo zero. Soft ma importanti».