Pezzotta: «Il maxiemendamento va discusso con noi»

24/10/2002



          24 ottobre 2002


          ITALIA-POLITICA
          Pezzotta: «Il maxiemendamento va discusso con noi»


          (DAL NOSTRO INVIATO)
          NAPOLI – La Cisl attende una convocazione del Governo per discutere il maxiemendamento correttivo della legge finanziaria. Ma resta sul piede di guerra. Se le indicazioni del Governo non saranno profondamente coerenti con i contenuti del Patto per l’Italia la confederazione di Savino Pezzotta è pronta a scendere in sciopero. E ha già potenti alleati: Francesco Rosario Averna, consigliere per il Mezzogiorno della confederazione degli industriali, e Luca Volontè, capogruppo alla Camera dei cattolici della maggioranza, hanno detto di essere pronti a schierarsi a fianco della Cisl. Il Patto per l’Italia, ha detto Averna parlando alla Conferenza nazionale della Cisl per il Mezzogiorno, «resta la nostra stella polare: seguendolo si possono raggiungere gli obiettivi di lungo periodo che ci siamo posti, spero che vi batterete con noi fino in fondo per farlo realizzare». Altrettanto esplicito Volontè, che ha tessuto le lodi della concertazione come sistema per dare spazio e voce ai corpi intermedi della società civile e ha chiesto alla Cisl di non cedere su questo punto al Governo. «Se il maxiemendamento – ha detto parlando alla platea cislina – uscirà senza un preventivo confronto con le parti sociali e in difformità con il Patto per l’Italia, io spero che voi vi mobilitiate e che mi accetterete nelle vostre file». La Cisl peraltro era già stata esplicita. I segretari confederali Raffaele Bonanni e Giorgio Santini in mattinata avevano già criticato la politica economica del Governo per il Mezzogiorno. Poi, via via, sono stati i segretari di strutture territoriali e di categoria a rincarare la dose. «Vorrei – ha detto Cosmano Spagnolo, segretario dei meccanici – che la Cisl urlasse un po’ più contro la legge finanziaria,almeno quanto la Confindustria, se non di più considerando che siamo più credibili nel farlo». «Ci dobbiamo battere con molta forza – ha aggiunto Paolo Mezzio, segretario della Cisl della Sicilia – perché riprenda la contrattazione negoziata, perché solo in questo modo possiamo avere certezze della qualità degli investimenti». Sarà questa mattina Savino Pezzotta, chiudendo la manifestazione, a dare la linea della confederazione, ma il senso del suo intervento è già chiaro. Non a caso Bonanni ha parlato nella sua relazione dell’«intollerabile marcia idietro del Governo per il Mezzogiorno», chiedendo una «operazione di coerenza e verità». Ha ricordato i contratti di programma e a questi ha ancorato l’attenzione della Cisl ricordando l’importanza che che il tasso di crescita del Mezzogiorno superi quello medio dell’Unione europea. Ma soprattutto ha ribadito l’importanza del Patto per l’Italia, firmato, ha sottolineato anche Santini, solo tre mesi fa, ma evidentemente dimenticato. Una colpa grave, soprattutto perché, ha ricordato Bonanni, il Sud non è un deserto: al contrario mostra «segni di risveglio» che andrebbero incoraggiati. Una battaglia che la Confindustria è pronta a combattere. «Viviamo un momento economico difficile – ha ricordato Averna – ma proprio per questo è opportuno battersi per il Mezzogiorno, coerentemente con gli impegni presi nel Patto per l’Italia». Il consigliere di Confindustria ha ricordato l’annosa battaglia che la sua organizzazione sta combattendo contro il sommerso, nella quale, ha detto, «avremmo avuto piacere si fossero impegnata anche altre organizzazioni che si battono per la salvaguardia dei diritti». Evidente il polemico riferimento alla Cgil.
          Massimo Mascini