Pezzotta gioca a mosca cieca

16/09/2004





 
   
16 Settembre 2004
POLITICA



 

LAVORO POLITICO

Pezzotta gioca a mosca cieca

CARLA CASALINI


Dove va Savino Pezzotta? Sembra un gioco a mosca cieca con ben poche speranze di acchiappare qualcosa, quello che mette in atto il leader della Cisl contro la Cgil – a meno che non punti semplicemente a dividere il fronte dei sindacati italiani oggi minacciati, come i colleghi tedeschi, dal tentativo di cancellare il «modello contrattuale» europeo nel suo fondamento solidaristico. La carta della divisione potrebbe però produrre un futuro sconquasso dove avrebbe buon gioco questo governo, che non ha rinunciato al progetto di inchiodare la Cgil, e forse anche nella Confindustria si rianimerebbero gli spiriti più «bellicosi»; per non parlare di una prevedibile pressione da parte del centrosinistra se il sindacato di Epifani si ritrovasse a dover procedere da solo sui contratti, e contro la finanziaria berlusconiana. La discussione sul cambiamento del «modello contrattuale», che ha come controparti gli imprenditori, ma anche il governo, vede le confederazioni su posizioni tuttora molto lontane. La Cgil insiste per «rafforzare» la valenza del contratto collettivo nazionale. La Cisl, con la Uil, vorrebbe invece ridurlo a semplice cornice e trasferire la contrattazione sia della produttività che del recupero «parziale» dell’inflazione a livello «territoriale». L’esito in un federalismo delle diseguaglianze tra lavoratori di aree «forti» e «deboli» non è difficile da prevedere. Più saggiamente, la Cgil alla garanzia per tutti del livello «nazionale», pensa a una trattativa «territoriale» per le imprese sotto i 15 dipendenti, dove oggi non è possibile la contrattazione aziendale.

Insomma i tre sono divisi, e in queste condizioni un confronto adesso, con le controparti, sul «modello»generale rischia di bloccare i rinnovi dei contratti di categoria.

La Uil sul punto è esplicita. «Questi contratti non si possono fare sulla base del vecchio accordo del `93, non più adeguato, e se necessario noi ne daremo ufficialmente la disdetta», ribadisce il segretario Angeletti, senza riguardo al blocco dei contratti d’autunno. La posizione della Cisl non pare diversa, ma Pezzotta la nasconde. Certo, «irinnovi con le vecchie regole», ma le confederazioni possono accordarsi «a una condizione: che si chieda a Confindustria di fissare una data per aprire la trattativa sul `modello contrattuale’» – ha incalzato ieri rivolto a Epifani, criticandolo anche per la sua perdita di tempo sul congresso ds.

Ma che senso ha fissare un appuntamento, se non si sa ancora se si troverà una posizione sindacale unitaria? – obietta il segretario della Cgil. E alla recente assise della Fiom ha anche aggiunto, scoprendo il gioco del leader Cisl: se poi «qualcuno» pensasse di usare la «data», come ricatto per anticipare che «non ci sarà unità neppure per lo sciopero generale» contro la finanziaria del governo, allora, «seppure con la morte nel cuore», la Cgil sarà costretta a procedere comunque nel «proprio dovere». Quel momento sembra arrivato – anche, forse, per l’essersi attestata, la Cgil, fin qui, su una posizione puramente difensiva.

Al momento, dunque, Savino Pezzotta gioca alla pura divisione su tutti i tavoli: è abbastanbza solo, visto che i sindacati del pubblico impiego si muovono insieme per il contratto, e quelli dei pensionati pensano a uno sciopero, unitario, contro le misure berlusconiane. Ma alle porte c’è anche il contratto dei metalmeccanici, tradizionale banco di prova per gli imprenditori, per misurare la forza sindacale. Fiom, Fiom, Uilm stanno tentando una piattaforma unitaria partendo dalla «democrazia». La Fiom, che considera dirimente il voto dei lavoratori, è disposta a passaggi intermedi con i «delegati», purché lì si arrivi. La Uilm ieri, a sorpresa, è uscita dicendo: «sì, la conclusione deve essere una consultazione vincolante di mandato fra tutti i lavoratori». E la Fim si è subito irrigidita: no alla proposta, «se la Uilm pensa a un referendum anche in caso di dissenso fra i tre sindacati…».

Fiom, Fiom, Uilm riuniranno di nuovo le proprie segreterie il 23, e comunque hanno già deciso di concludere la ricerca di un punto comune entro il 30 settembre, data in cui daranno comunque la disdetta del contratto metalmeccani.