Pezzotta: flessibilità territoriale per rilanciare il Sud

10/09/2002


        10 settembre 2002


        ITALIA-LAVORO
        Pezzotta: flessibilità territoriale per rilanciare il Sud


        (NOSTRO SERVIZIO)

        BARI – Più flessibilità da ottenere con politiche differenziate per le diverse aree del Paese. Savino Pezzotta, a Bari per concludere il convegno organizzato dalla Cisl pugliese alla Fiera del Levante sulla programmazione negoziata nelle regioni meridionali, chiede flessibilità al Sud con azioni e strumenti diversi, diversificati ed adattati territorio per territorio, area per area. Per il segretario generale della Cisl è uno dei paletti di quella politica del Mezzogiorno che la confederazione vuole darsi e che «va realizzata perchè quella del Sud è una storia – ha inistito Pezzotta – che non va dispersa ma recuperata in un quadro nuovo». Un quadro fatto di obiettivi forti: il Pil delle regioni meridionali deve superare quello del Nord per almeno un decennio, metà delle risorse nazionali da destinare alle infrastrutture delle regioni del Sud, profitti delle liberalizzazioni e privatizzazioni da destinare agli investimenti, nuovo sviluppo e nuova occupazione ed infine attrazione degli investimenti dal Nord «perchè sono troppi gli imprenditori che delocalizzano all’estero». Insomma va avviato un tavolo per il Mezzogiorno dove recuperare e condividere le ragioni del Sud, rilanciare il partenariato sociale, far valere «la coalizione delle aree meridionali», rinvigorire la programmazione negoziata. E soprattutto rilanciare la concertazione evitando quella priva di impegni, o tutta istituzionale, con l’esclusione delle parti sociali, perchè come l’esperienza dei patti territoriali insegna, quando la concertazione è insufficiente «i risultati – ha osservato il segretario regionale Cisl della Puglia, Mary Rina – sono stati mediamente peggiori». La condizione delle condizioni rimane per la Cisl il pieno rispetto del Patto per l’Italia di cui allargare la consapevolezza e l’applicazione anche ricorrendo a tanti "patti regionali e locali", come ha chiesto Sergio D’Antoni (ex leader Cisl) intervenendo al convegno. Per Pezzotta «il Patto non si mette in discussione. Assolutamente. Si applica e basta. Perchè questa è una linea del Piave e noi andremo oltre per ridurre il divario Nord-Sud. Saremo – conclude in maniera netta il leader Cisl – esattori esigenti del Patto che difenderemo con chiarezza ecoerenza e lo esigeremo fino in fondo». Pezzotta prende di mira ancora la Cgil e la sua decisione di proclamare uno sciopero generale: «Il Patto per l’Italia – ha concluso – riprende largamente le proposte avanzate unitariamente dal sindacato e che portano più vantaggi per il Sud che per il resto del Paese. Questo rende ancora più incomprensibile che si stia organizzando uno sciopero generale contro il Patto e quindi contro il Mezzogiorno». Per il numero uno della Cisl «è solo una questione politica che impedisce di camminare insieme». In serata da Napoli Sergio Cofferati ha replicato che «i vantaggi promessi per il Sud sono stati o cancellati o estesi al resto del Paese».
        Vincenzo Rutigliano