Pezzotta: dialogo da rilanciare

02/03/2004



        Martedí 02 Marzo 2004
        ITALIA-LAVORO


        Pezzotta: dialogo da rilanciare

        Il leader della Cisl Savino Pezzotta chiede al Governo di cambiare rotta e di avviare una nuova politica dei redditi

        LAURA DI PILLO


        DAL NOSTRO INVIATO COMO - Un discorso da chiamata alle armi per tutto il sindacato, ma anche preoccupazione nello snocciolare le cifre dello stallo italiano. Savino Pezzotta parla al Consiglio generale della Cisl Lombardia dinanzi ad una platea di 150 delegati e chiede al Governo di cambiare l’agenda politica. «Bisogna tornare ad occuparsi dei problemi reali della gente – spiega il segretario generale della Cisl – tornando al metodo concertativo, modello vincente di relazioni industriali. Se posso imputare un errore a questo Governo – continua Pezzotta – è che mentre noi abbiamo fatto uno sforzo per ripristinare una politica di concertazione, necessaria a questo Paese, il Governo non ha seguito questa strada. E questo ha significato crescita di tensioni, nonché diminuizione della capacità competitiva del Paese. Perché la coesione sociale è un elemento di competività». Un invito che giunge alla vigilia della nomina del nuovo leader degli industriali. «Chiedo al nuovo presidente di Confindustria – aggiunge Pezzotta – un rapporto diverso con il sindacato. Le parti sociali devono ritrovare e rafforzare la capacità di essere soggetti fortemente innovativi, essere cioé in grado di costringere e stimolare la politica». «Il rischio – sottolinea il leader della Cisl – è la deriva. Il sindacato non si rassegna a questo e credo neanche le associazioni imprenditoriali».
        A pesare il ridotto potere d’acquisto dei salari, il calo dell’export, le difficoltà delle imprese. Dunque ripartire con il dialogo, recuperando «quelle corrette relazioni sindacali in grado di spingere e stimolare il Governo. Perché la concertazione non è gioco di veti, ma cooperazione e senso di responsabilità».
        Sfida delicata e difficile. Appuntamento cruciale a Roma il 10 marzo. Data in cui si riuniranno le tre delegazioni confederali. Una novità spiega Pezzotta «dopo 15 anni ci sarà un’assemblea unitaria con 5mila delegati». Ma non saranno prove generali di unità sindacale puntualizza il segretario della Cisl: «Si tratta solo di una convergenza unitaria, operativa nel rispetto delle differenze». Restano infatti sullo sfondo due anni di tensioni che hanno diviso le organizzazioni dei lavoratori.
        Diversità che sembrano sfumare dinanzi alla situazione che attraversa il Paese «la politica è estremamente disattenta sulle questioni economiche e ci troviamo in una vera e propria emergenza.
        Per questo noi proporremo un’unica piattaforma – continua Pezzotta – su tre punti sostanziali: politica economica, politica dei redditi e nuovo Welfare».
        Che significa tutelare il potere d’acquisto di salari e pensioni; definire nuove politiche fiscali, dei prezzi e delle tariffe. Disegnare una politica dell’innovazione e della ricerca, attuare gli accordi già definiti (come il Patto per lo sviluppo siglato lo scorso giugno con Confindustria). Tra le priorità individuate anche un nuovo Welfare più vicino ai bisogni della famiglia. «Vanno infatti ridefiniti limiti e portata dell’assistenza nazionale – sottolinea polemicamente Pezzotta – rispetto allo sbriciolamento che in parte vediamo attraverso un federalismo di cui non capiamo gli orientamenti e i fini. Di cui – continua – nessuno ci ha spiegato quanto costi e chi debba pagarlo».
        Tra i punti che caratterizzano la nuova convergenza sindacale c’è anche l’avvio dei lavori di una commissione per rivedere il sistema contrattuale.
        La parola d’ordine della Cisl è decentramento.
        «Lo scopo – spiega Pezzotta è vedere come e se intervenire sulla contrattazione collettiva. Occorre guardare avanti – ha concluso – all’Italia di domani con un modello contrattuale più efficente e con maggior decentramento».