Pezzotta contro Epifani “Rottura gravissima”

16/01/2003


 
GIOVEDÌ, 16 GENNAIO 2003
 
Pagina 9 – Economia
 
Sindacati di nuovo ai ferri corti. Angeletti: nessuna mediazione, ma resta possibile un incontro
 
Pezzotta contro Epifani "Rottura gravissima"
 
Il leader Cgil: non è il nostro sciopero a dividere
 
 
 
Il segretario della Uil Angeletti tenta di ricucire con un incontro unitario: "Non è la prima volta, spero che sia l´ultima"
 
VITTORIA SIVO

ROMA – Più divorzio di così. Ormai fra Cgil e Cisl la rottura è totale ed è il leader cislino Savino Pezzotta a definirla «gravissima»: «Siamo costretti, non per nostra volontà, a forti contrasti con la Cgil», la cui decisione di andare da sola allo sciopero generale dell´industria per il 21 febbraio, tronca «ogni possibilità di convergenza» nel sindacato. Anche per la Uil è «la decisione unilaterale della Cgil ha provocato una rottura» con le altre due confederazioni. «Non è la prima volta, spero che sia l´ultima», ha dichiarato in proposito Luigi Angeletti, il quale tuttavia sarebbe ancora disponibile ad un incontro unitario, vista la necessità di concordare una posizione e delle proposte comuni sui problemi industriali.
Ipotesi, questa di un ritorno al dialogo, alquanto remota. Bastava vedere ieri pomeriggio il gelo fra i tre leader di Cgil, Cisl e Uil, ospiti di un convegno al Cnel sulla nuova Costituzione europea. Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti non hanno scambiato una sola parola e la polemica fra loro è stata affidata al taccuino dei cronisti. L´ultimo contatto fra Epifani è Pezzotta è avvenuto martedì sera con una lunga e rovente telefonata, al termine della quale i due segretari generali si sono ritrovati più in conflitto che mai.
Da ieri al grande freddo contribuirà un ulteriore elemento e cioè le posizioni contrastanti sul referendum relativo all´art.18 dello Statuto dei lavoratori promosso da Rifondazione comunista e autorizzato dalla Consulta. Frattanto la spaccatura si consuma sulla scelta del direttivo della Cgil di andare per proprio conto allo sciopero generale. «Intelligenza vorrebbe che prima di programmare degli scioperi si abbiano delle rivendicazioni e si prepari una piattaforma. Ci sembra che la Cgil abbia fatto il contrario», ha constatato Angeletti.
«Per noi non è una rottura» ha obiettato Epifani, attestando la «chiara determinazione unitaria della Cgil». «Avrei preferito che il segretario della Cisl mi avesse risposto sul perché non assume un´iniziativa con noi per la difesa del lavoro e per una diversa politica industriale», ha contrattaccato il segretario della Cgil rivolto a Pezzotta. Ma per quest´ultimo i primi quattro mesi di leadership di Epifani sono una delusione. «Avevo sperato che la rottura dell´unità d´azione e la propensione antagonista della Cgil fossero dovute all´uscita di Sergio Cofferati e che il cambio della guardia al vertice della Cgil consentisse – ha detto Pezzotta – la ripresa di un percorso unitario».
La lacerazione dei rapporti fra le tre Confederazioni sindacali preoccupa la Confindustria. «E´ vero che c´è un declino competitivo del Pese, come la Confindustria denuncia da anni», ha detto ieri il presidente Antonio D´Amato, ma la ragione sta proprio nel fatto che «le riforme che servirebbero a fare occupazione e sviluppo stentano a prendere corpo». Così, secondo il leader degli industriali, la Cgil opponendosi fieramente alla riforma del mercato del lavoro «è corresponsabile di quel declino competitivo contro cui fa sciopero».