Pezzotta capolista? «Non ne so niente»

26/01/2006
    giovedì 26 gennaio 2006

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Pezzotta capolista? «Non ne so niente»

      In vista della successione indicati i candidati alla guida della Cisl

        di Angelo Faccinetto / Milano

          «Certo, se qualcuno chiamasse anche me…». Le agenzie di stampa parlano di un Savino Pezzotta «al 99 per cento» capolista dell’Ulivo – con ogni probabilità in Lombardia. E lui, dal suo ufficio romano di via Po – un po’ seccato e un po’ divertito – non conferma né smenitisce. Semplicemente dice di non saperne nulla. La cosa gli è stata accennata una ventina di giorni fa da Franco Marini. Poi più nulla. Fino alle notizie di stampa di queste ore.

            Così, anche se il ministro Maroni, a Palazzo Chigi per l’incontro Alitalia, gli si è rivolto salutandolo con un «senator Pezzotta» (ricevendo di rimando un «scusi, io la devo chiamare presidente del Consiglio?»), Savino Pezzotta è ancora un sindacalista a pieno titolo.

              E a tempo indeterminato.

                Di certo, però, in casa Cisl tutto è stato ormai predisposto perchè un’eventuale addio del segretario generale possa avvenire senza traumi. Anche se l’addio venisse consumato domani. Lunedì scorso si è svolta una lunga riunione di segreteria nel corso della quale lo stesso Pezzotta ha illustrato la propria proposta di successione.

                  La decisione è di competenza del Consiglio generale, la cui convocazione – anche se la data non è ancora stata fissata – non dovrebbe tardare molto. Ma nel futuro della confederazione di via Po c’è una segreteria collegiale: Raffaele Bonanni, 55 anni, ex d’antoniano, segretario generale; Pierpaolo Baretta, sinistra cristiano-sociale, ex numero uno dei metalmeccanici della Fim, segretario generale aggiunto. Un tandem come non avveniva dal ’98, quando Raffaele Morese lasciò tutta la scena a Sergio D’Antoni per andare a fare il sottosegretario nel governo dell’Ulivo.

                    Ufficialità a parte, insomma, il dopo-Pezzotta sembra ora più vicino. Non è un caso che lo stesso Pezzotta tenga a sottolineare: «Quando me ne andrò lascerò la Cisl unita, penso di aver fatto il mio dovere».

                      E con la Cisl di nuovo unita anche l’ipotesi di una candidatura del leader diventa più realistica.

                        A fine congresso, lo scorso luglio, Pezzotta venne rieletto ottenendo il terzo mandato con la precisazione che sarebbe comunque decaduto – come da statuto – nel dicembre del 2008, al compimento del sessantacinquesimo anno, l’età del pensionamento. Con insistenza, però, veniva accreditata, come data per l’avvicendamento, la conferenza programmatica del 2007. Una scadenza più ravvicinata. A settembre, alla prima riunione del nuovo consiglio generale per l’elezione della segreteria, si manifestò però aria di fronda. Raffaele Bonanni risultò il più votato, Pierpaolo Baretta giunse molto indietro. In pratica, la crisi del patto congressuale che aveva portato alla rielezione di Pezzotta. E che ora, con la nuova proposta giunta al termine di una lunga consultazione con le strutture territoriali e di categoria della confederazione, appare ricomposta.

                          L’addio insomma è possibile, senza drammi.