Pezzotta accusa: «C’è anche la Cgil tra gli assassini della concertazione»

08/10/2001


Domenica 7 Ottobre 2001

VISTO DAI SINDACATI

Pezzotta accusa: «C’è anche la Cgil
tra gli assassini della concertazione»

di LUCIANO COSTANTINI

CAPRI — Al termine della "due giorni" caprese, c’è chi prova, con un pizzico di spirito e di malizia, a tirare le conclusioni. «Va a finire che anche noi italiani abbiamo il nostro Bin Laden ed è Sergio Cofferati. E’ lui che blocca le riforme del mercato del lavoro, delle pensioni, dei contratti. Fa terrorismo su tutto».
In effetti, a tirare in ballo il leader massimo dei terroristi, era stato ieri l’altro Guidalberto Guidi, consigliere incaricato di Confindustria, abbinandolo alla paura, che paralizzerebbe tutti o quasi, quando si parla dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Più precisamente, quando se ne parla per cancellarlo o per difenderlo. Cofferati è proprio il più strenuo e rigido difensore di quella norma. «Confindustria ci riprova – sottolinea il Cinese, ma da Pesaro -. L’obiettivo è quello di avere regole che consentano licenziamenti facili e discriminatori. Sono gli stessi imprenditori che chiederanno al governo di modificare le pensioni innalzando l’età pensionabile e, contemporaneamente, di avere prepensionamenti di massa nei settori in crisi. D’altro canto non è la prima volta che negli industriali la coerenza su questa materia viene messa in soffitta. Nel libro bianco ci sono vantaggi solo per le imprese. C’è un evidente collateralismo tra governo e Confindustria».
Il governo comunque intende andare avanti sulla strada delle "riforme" (anche contrattuali): con la concertazione o, preferibilmente, con il dialogo. Che non è proprio la stessa cosa anche se Savino Pezzotta, altro ospite d’onore del meeting, precisa che «il dialogo è la strada per arrivare alla concertazione».
Che la Cisl abbia scoperto la classica terza via, che può far contenti tutti attraverso l’inossidabile strumento del compromesso? Però Pezzotta non è uomo da tirarsi indietro ed allora precisa che «la concertazione ha tanti assassini, si è cominciata ad ucciderla dal dicembre del ’98 con il Patto di Natale». Fuori i nomi allora: il numero uno della Cisl non ne fa però non ci vuole molta fantasia per individuare in Cofferati il personaggio di spicco tra quelli incriminati: «Chi ha sempre parlato di concertazione come semplice metodo ha fatto capire agli altri che era, appunto, un metodo, e il metodo si cambia. E oggi non può avere il diritto di dire che la concertazione è finita. Ancora, chi ha fatto saltare i tavoli autoescludendosi dalle trattative non può sostenere di aver voluto difendere la concertazione».
Il dialogo? Si vedrà. Certo sarà difficile instaurarlo con la Cgil; la Uil ha dato la sua disponibilità a sedere ai tavoli sulle pensioni e sul mercato del lavoro; la Cisl si dichiara pronta a discutere, magari a litigare, ma vuole prima vedere le carte. Il libro bianco? «Una buona provocazione – commenta Pezzotta -. Importante è che nel documento si parli di democrazia economica, tema che ci sta a cuore da 30 anni». Quel libro è piaciuto, pur con i dovuti distinguo, anche a Enrico Letta e cioè alla Margherita. Per niente alla Cgil. Secondo Piero Fassino è semplicemente «inaccettabile». «C’è un’idea – sottolinea uno dei tre candidati alla segreteria Ds – che ispira quel documemto ed è che concertazione e sindacato siano un impaccio alla crescita e allo sviluppo. Credere che si possa governare l’Italia destrutturando la concertazione, riducendo il ruolo del sindacato, è un’idea sbagliata, che va combattuta».