Pezzotta a Cofferati: «Incontriamoci»

27/06/2002





Del 27/6/2002 Sezione: Economia Pag. 17)
SINDACATI COMPATTI SUL FISCO: IL GOVERNO STA FACENDO PASSI INDIETRO
Pezzotta a Cofferati: «Incontriamoci»
La Cisl: avanti sull´art. 18 ma la firma non è scontata

ROMA

Con 10 astensioni e un voto contrario il consiglio generale della Cisl dà il via libera a proseguire il confronto con il governo sui tavoli aperti, a cominciare da quello sul lavoro, sottolineando la necessità di ottenere certezze e aggiustamenti su aspetti importanti e, ovviamente, confermando il profondo dissenso rispetto alla linea intransigente seguita dalla Cgil sull´art.18 riguardante i licenziamenti individuali senza giusta causa. Ma, nonostante questo pronunciamento significativo, il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta lancia a sorpresa un segnale di apertura nei confronti del leader della confederazione di Corso d´Italia Sergio Cofferati, con il quale aveva avuto nei giorni scorsi polemiche roventi. «Tutti, parlo anche di noi, dovrebbero avere il buon senso – afferma Pezzotta – di attenuare i toni e di non continuare a scavare buchi perchè poi riempirli diventa difficile. Non laceriamo troppo i rapporti, non laceriamo troppo quello che si potrebbe non lacerare, pur mantenendo il dissenso e il fatto che oggi abbiamo idee diverse». Il capo della Cisl insiste: «Alla fine verrà un giorno in cui bene o male, appartenendo tutti alla storia del movimento sindacale, qualche ragionamento bisognerà riprenderlo a fare. Ci si dovrà incontrare di nuovo, se possibile, anche se oggi appare difficile, perché i punti di contrasto sono molti. Con la Cgil abbiamo fatto percorsi e cammini comuni, dovrebbe bastare per avere rispetto pure nelle difficoltà e negli strappi». E spiega che la Cisl ha un´idea diversa rispetto alla Cgil della gestione del conflitto, fermamente convinta che è compito del sindacato negoziare, non lasciando via libera alle controparti: «Abbiamo l´obbligo di andare a trattare e verificare se ci sono le condizioni di fare accordi che siano utili ai lavoratori o, per lo meno, che non facciano male». Contesta, poi, una per una, le iniziative assunte da Cofferati per contrastare la modifica dell´art.18: referendum abrogativi, impugnazione davanti alla Corte Costituzionale, forte pressione nelle fabbriche e in piazza. «Non abbiamo – osserva – grande propensione all´istituto del referendum, è una cosa che sfugge al controllo sindacale, che peraltro non ci ha mai portato un gran bene. Quanto al ricorso per incostituzionalità, la Cgil è libera di portarlo avanti, ma su un intervento sperimentale mi sembra un po’ strano che ci possano essere elementi di incostituzionalità». Ieri un ricompattamento, seppur piccolo, tra i sindacati c´è già stato. Dopo l´incontro con il Governo al tavolo del fisco, il commento di Cgil, Cisl e Uil è stato unanime: «Abbiamo fatto un passo indietro, non è emerso nulla di nuovo sui tagli alle tasse, anzi sulla progressività rischiamo una gigantesca redistribuzione dei redditi verso l´alto». Ancora ben distante dalla strategia della Cgil, ma non appiattito sulla linea del governo, Pezzotta mette qualche paletto robusto nel negoziato sempre più stringente con governo e Confindustria. Per la firma dell´accordo sulla riforma del mercato del lavoro (contenente anche la rimodulazione parziale dell´art.18), che il ministro del welfare Roberto Maroni vorrebbe avvenisse il 2 luglio, il segretario generale della Cisl precisa che il problema non è tanto la data, ma le condizioni su cui si giunge all´intesa. Prima di firmare, sull´articolo 18 sono necessari approfondimenti e aggiustamenti non secondari, come la conferma della sua applicazione per quei lavoratori e per quelle aziende che già ne usufruiscono, e la sottolineatura che la norma finalizzata a favorire la crescita dimensionale delle imprese deve avere carattere sperimentale, affidando le decisioni successive ad un avviso comune tra le parti sociali. Così pure dovrebbe essere modificato l´art.1 della delega relativo alla normativa sul trasferimento del ramo d´azienda. Richieste precise anche sugli altri fronti. Mezzogiorno: occorre avviare una strategia di sviluppo, impegnando le risorse necessarie allo sviluppo locale e all´attrazione di investimenti, al finanziamento della programmazione negoziata, alle infrastrutture materiali e immateriali. Politiche sociali e sanitarie: priorità e urgenza di avviare un tavolo di confronto, senza alcun riferimento alla previdenza (d´accordo con Cgil e Uil, Pezzotta tuona: «Sulle pensioni si fanno allarmismi inutili, la riforma è stata già fatta»). Dpef: si esige che i contenuti siano coerenti con gli obiettivi concordati e che si individuino le risorse necessarie a garanzia degli attuali livelli di tutela dello stato sociale. Decontribuzione: secco no, in sintonia con le altre due confederazioni sindacali. Infine, un avvertimento: al termine del confronto i risultati «saranno elemento di valutazione complessiva per l´assunzione del giudizio finale» e tutte le strutture già dai prossimi giorni sono impegnate ad aprire un´ampia consultazione negli organismi e tra gli iscritti.

Gian Carlo Fossi