Petrolio record. Billè: subito il bonus fiscale

28/02/2003





28 febbraio 2003


Petrolio record, benzina a 1,11 euro
Billè (Confcommercio): subito il bonus fiscale per raffreddare i prezzi

Calano le scorte Usa. Il greggio sfiora quota 40 dollari, poi scende

      Ancora tensioni sul fronte petrolifero. Ieri a New York l’«oro nero» ha toccato il nuovo massimo dalla guerra del Golfo, a 40 dollari al barile. E a ogni rialzo del greggio risponde puntuale un nuovo ritocco ai listini dei carburanti, i cui prezzi (1,11 euro al litro la benzina) sono tornati ai livelli di due anni fa. Ad alimentare le impennate del greggio americano sono stati i dati sul calo delle scorte dei prodotti petroliferi finiti, a causa della forte domanda di questo periodo negli Stati Uniti, determinata sia dal freddo intenso, in particolare nel Nordest, sia soprattutto dal timore che un nuovo conflitto in Iraq possa ridurre gli attuali livelli produttivi. Così sul mercato americano, ieri il greggio ha toccato il record di 39,99 dollari al barile, per poi ripiegare in chiusura a 37,20 (dopo l’invasione del Kuwait il petrolio raggiunse il picco a 41,15 dollari al barile).
      All’Unione petrolifera aggiungono dell’altro: nell’arco di 12 mesi c’è stato un incremento superiore al 50% del «Brent», il greggio di riferimento europeo quotato a Londra, che è passato dai 19 dollari a barile di un anno fa ai livelli attuali di 33,52 (il prezzo di ieri). L’associazione dell’industria petrolifera avverte tuttavia che bisogna stare attenti a non esasperare i numeri: «Non è corretto parlare del prezzo del petrolio, del Wti americano o di quello del Brent, perché quello che paga l’Italia è il prezzo del mix di greggi che riceve, pari attualmente a circa 32 dollari a barile».
      Dopo l’ultima ondata di rialzi di alcune compagnie, il prezzo medio della benzina si attesta ormai a 1,11 euro al litro (pari a 2.150 vecchie lire), con un balzo netto del 10% rispetto a un anno fa. Il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, torna quindi a chiedere «una forte defiscalizzazione». E invoca «un atto coraggioso da parte del governo».
      «Non basterebbero le 100 vecchie lire di defiscalizzazione – dice Billè – o peggio ancora le 50 lire: ci vuole qualcosa di molto coraggioso da parte dello Stato che guadagna il 66% sul prezzo alla pompa».
Gabriele Dossena