Pescara. Sciopero, un Natale coi negozi chiusi

26/11/2007
    sabato 24 novembre 2007

    Pagina 47 – Pescara

      Alla protesta della Cgil aderiranno le associazioni di categoria sfavorevoli alle aperture domenicali dei megastore

        Sciopero, un Natale coi negozi chiusi

        Il 21 e 22 dicembre si ferma il commercio per il contratto e contro gli iper

          Lo shopping
          a ostacoli
          Sindacati in campo
          Confcommercio
          e Confesercenti
          ai ferri corti

            di PAOLO VERCESI

            Sciopero di Natale per il rinnovo del contratto, bloccato da un anno, e contro le deroghe alle aperture di negozi e iper, estese nel 2008 a 41 domeniche con la modificata legge regionale 25. Immediata la levata di scudi di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. «Il 21 e 22 dicembre sarà sciopero – ha tuonato Tonino Terenzi della Cgil -. Il giorno prima scenderà in piazza chi fa turni di cinque giorni; il giorno successivo chi fa turni di sei giorni».

            Manifestazione che promette di riuscire visto che Confesercenti è pronta ad unirsi al corteo e a mettere sul piatto anche la contestata deroga per 41 aperture domenicali. In una posizione di mezzo si pone la Confcommercio, pronta a lottare in piazza per limitare le deroghe a 28 domeniche più 3 festivi a scelta, com’è stato finora, ma che sul rinnovo del contratto è invece accusata dai sindacati «di assoluta mancanza di dialogo, finalizzata a voler smantellare i diritti stabiiti dal contratto stesso: c’è urgenza di parlare di incrementi di produttività certi, di flessibilità organizzativa e di una diversa organizzazione degli orari di lavoro» insistono i sindacati.

            Per Terenzi va messa al primo posto la qualità dell’occupazione: «Le deroghe per 41 domeniche incideranno drasticamente sulla vita di migliaia di dipendenti della grande e della media distribuzione che già oggi, con contratti che offrono stipendi irrisori, sopportano un carico di lavoro gravoso. Un peso che l’anno prossimo, in conseguenza del nuovo provvedimento, diventerà insostenibile. Chi pagherà loro il 30% in più per domeniche e festivi? Chi li tutelerà per i riposi? (che per legge vanno effettuati ogni sette giorni, ndr). Siamo convinti che la deroga per 28 domeniche all’anno sia più che sufficiente per consentire a tutti di fare la spesa» conclude Terenzi, auspicando inoltre maggiori controlli da parte dell’Ispettorato del lavoro. Sulle deroghe alza la voce anche Confcommercio, che giovedì ha aspramente criticato l’assessore pescarese al commercio Di Pietrantonio e che ieri ha annunciato per «una serie nutrita di manifestazioni di protesta contro una legge che procura gravi danni».

            I vertici di Confcommercio non hanno risparmiato accuse al vetriolo anche a Confesercenti: «E’ anche colpa di Giammarino se è passata la deroga per l’apertura a 41 domeniche» è stato l’affondo che però il segretario regionale di Confesercenti respinge a piè pari: «Siamo convinti anche noi che la deroga per 28 domeniche sia la miglior soluzione per equilibrare le esigenze della grande e della medio-piccola distribuzione» ha ribattuto Giammarino, annunciando a sua volta mirate iniziative di lotta.