Pescara. Oggi chiuso: gli “iper” vanno a votare

10/04/2006
    domenica 9 aprile 2006

    Pagine/Abruzzo

    La domenica senza commercio. L’assessore Di Pietrantonio: �La nostra � stata una decisione convinta�

      Oggi chiuso: gli “iper” vanno a votare

        I negozianti si arrendono all’ordinanza per favorire l’affluenza alle urne

        di PAOLO VERCESI

        Tutti alle urne, magari subito prima o subito dopo aver trascorso la giornata al mare. A Pescara sar� cos� anche per i commercianti ovvero per quel grande esercito di capireparto, commessi, cassiere e magazzinieri dei centri della grande distribuzione ormai abituato a sacrificare la domenica in nome del business della �citt� commerciale� d’Abruzzo per antonomasia. La Pescara �citt� veloce� si ferma di fronte alle urne perch� cos� ha disposto il sindaco D’Alfonso revocando la deroga inizialmente concessa per l’apertura domenicale di oggi. Saracinesche abbassate, dunque: comprese quelle di Auchan in zona aeroporto e del Delfino sulla Nazionale adriatica nord, cos� almeno hanno assicurato ieri pomeriggio al telefono le direzioni dei due centri commerciali.

        La contro-ordinanza � stata firmata venerd� ed ha subito scatenato polemiche, incomprensioni e colpi bassi. Ancora ieri c’erano negozi ovvero grandi magazzini che annunciavano via sms alla clientela pi� fidata la regolare apertura per domenica: �Veniteci a trovare, le nostre porte saranno aperte� diceva il messaggino.

        Tra aziende e dipendenti dei grandi centri s’� aperto un vivace tira e molla e l’alta tensione ha rischiato di fulminare anche l’assessore al commercio Moreno Di Pietrantonio, preso tra due fuochi: da una parte c’erano i commercianti che premevano per la deroga e dall’altra i dipendenti dei negozi che chiedevano un giorno di tregua per votare tranquilli e che sono riusciti a convincere il sindaco della legittimit� di tale richiesta. �La nostra � stata una decisione convinta – ha poi precisato Di Pietrantonio -, voluta per rispondere alle esigenze dell’elettorato e anche per rispondere al prefetto che era stato interpellato in tal senso da un commerciante. Ho sempre difeso e promosso le aperture domenicali, non sono io ad essere contro il commercio, ma stavolta � diverso, il diritto di voto � prevalente�. La domenica perduta sar� comunque recuperata, probabilmente gi� a maggio, secondo un volantino diffuso da Auchan.

        Il primo a buttarla in politica � stato Guerino Testa di Forza Italia che ha definito la sospensione della deroga �una prova di regime�. Di tutt’altro avviso Maurizio Suaria, esponente di An e dirigente di Confimprese, da sempre convinto della necessit� di regolamentare pi� seriamente le deroghe per domeniche e festivi: �E’ dallo scorso giugno che i negozi stanno aperti, ma la deroga favorisce solo i centri commerciali. I negozi a conduzione famigliare hanno bisogno di fermarsi – ha detto Suaria -. Quanto alle elezioni, � chiaro che gli orari dei seggi consentono comunque di votare ma chi � costretto a spostarsi, specie dai piccoli paesi, per andare a lavorare anche di domenica avrebbe avuto problemi e disagi. Le obiezioni di Testa non mi convincono, ma che ne sa lui di commercio?�.

        Nel confronto brillano per assenza i sindacati: Confcommercio avrebbe ricevuto qualche protesta, ma non una voce si � levata da via Moro. Silenzio totale pure dalla Confesercenti. In extremis � arrivata ieri una nota della Filcams Cgil per sottolineare due aspetti: il primo, nessun comune limitrofo s’� allineato alla decisione di Pescara, per cui i negozi saranno aperti, compresi i colossi della grande distribuzione; il secondo, altri casdi come questo del 9 aprile capiteranno, per cui invitano i sindacio dell’area metropolitana a riavviare un confronto sul calendario per il 2007. La Filcams Cgil auspica che almeno su Pescara i controlli dei vigili urbani siano efficaci per contrastare chi viola l’ordinanza del sindaco ed ancora chiede che almeno per il 25 aprile, festa della Liberazione, venga disposta la chiusura obbligatoria delle attivit� commerciali.