Pescara. Market Ggs, si temono ricorsi

05/12/2001



 PESCARA CRONACA



 

Lavoratori Ggs durante una mani- festazione di protesta alla Regione

Market Ggs, si temono ricorsi
Il passaggio con Gabrielli salvaguarda 232 posti di lavoro
ma molti dipendenti non si sentono tutelati dall’accordo

f.c.

PESCARA. Accordo soddisfacente, non un ottimo accordo. La vicenda dei supermercati Ggs, con i 232 addetti che saranno ripescati dalla nuova proprietà, Magazzini Gabrielli, è ancora argomento di riflessione per i sindacati e gli stessi lavoratori.
Sono i due elenchi allegati nel quadro della ipotesi di accordo a far discutere. Due liste in cui compaiono nomi di lavoratori suddivisi tra chi sarà ricollocato nei punti vendita a gestione diretta Gabrielli e chi, invece, è stato inserito nel "girone" dei market da affidare, a padroncini. Una suddivisione che tanti dei 232 dipendenti in mobilità leggono come una spartizione molto discutibile, nella quale, peraltro, non sono stati inseriti tutti i dipendenti (mancano all’appello 4-5 nomi). Sudddivisione secondo alcuni persino contestabile davanti al giudice del lavoro, da parte di chi non ritiene di essere stato tutelato dalla bozza d’accordo firmata sabato negli uffici della Regione.
Tra gli addetti dei supermercati persistono malumori, pur nella consapevolezza che l’alternativa sarebbe stata verosimilmente la perdita secca del posto di lavoro, soprattutto da parte degli 87 inseriti nella lista degli affiliati. C’è poi il problema che tutti i 232 dipendenti si trovano in mobilità e che, con l’avvento di Gabrielli, perderanno diritti maturati nel corso delle precedenti gestioni. A esempio, non saranno loro riconosciuti gli scatti di anzianità e tanti potrebbero vedere sfumate aspettative di carriera e mansioni conquistate in anni e anni di lavoro. A parte i 17 direttori, che comunque dovranno affrontare un corso di formazione di sei mesi, pagato dalla Regione, prima di essere reinseriti dalla Gabrielli spa con la qualifica di "vice direttori". C’è poi la questione previdenziale, con gli sgravi Inps dovuti al regime di mobilità dei lavoratori. Sgravi che la stessa Inps potrebbe non ritenere legittimi se prevalesse l’interpretazione che l’avvento di Gabrielli spa sia il risultato di una cessione di azienda da parte della Ggs, quindi da regolare secondo le norme previste dalla legge 428 del ’90.
«Gli esclusi dagli elenchi non sono un problema, visto che l’azienda si è impegnata a rivedere le liste e quindi a reinseire i lavoratori mancanti» ricorda il segretario provinciale Filcams-Cgil, Antonio Terenzi, «poi ci tengo a dire che quelle liste ci sono state consegnate nella riunione di sabato, quindi sono il frutto di accordi tra Gabrielli e gruppo Corial che ci hanno visto totalmente esclusi. E che ancora, sempre in sede di trattativa, la nuova proprietà si è impegnata a riconoscere le mansioni di origine. Certo, c’è la questione degli scatti. E del prezzo, pesante, che i lavoratori hanno dovuto pagare. Resta il fatto che non dobbiamo dimenticare in quali condizioni ci trovavamo fino a qualche giorno fa. Una situazione che sembrava avere poche vie di uscita».