Pescara. Lo sciopero lascia a secco le Naiadi

28/07/2004


Martedì 27 Luglio 2004

Barricate. I dipendenti da quattro mesi senza stipendio, solidarietà anche dalla nazionale di pallanuoto

Lo sciopero lascia a secco le Naiadi
La soddisfazione della Cgil: nove lavoratori su dieci hanno incrociato le braccia
di BRUNELLA FRATINI

E’ iniziata presto, a colpi di clacson, la protesta di quasi sessanta dipendenti delle ”Naiadi". Armati di fischietti e bandiere ieri mattina il 90% di loro non ha timbrato il cartellino, aderendo così allo sciopero indetto da Cigl, per il mancato pagamento di quattro mesi di stipendi. Primo atto di una protesta destinata a contagiare altre fondazioni e società vicine alla curia pescarese.
Un bilancio estremamente positivo per uno sciopero ventilato già da qualche giorno e che alla fine ha fatto registrare un’astensione quasi totale dei lavoratori. E fuori dai cancelli del centro sportivo, accanto ai referenti sindacali della Cigl, c’erano proprio tutti: bagnini, medici, istruttori, segretarie, addetti alle pulizie, qualche cliente e persino il personale del bar che naturalmente ha avuto per tutto il giorno la saracinesca abbassata. «Siamo davvero soddisfatti perché quasi tutti hanno aderito alla protesta -, dice Tonino Terenzi segretario Filcams -, gli unici a timbrare il cartellino oggi sono stati quelli degli uffici amministrativi»

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«Siamo solidali con i lavoratori -, dice qualche genitore -, ci teniamo che questo centro non faccia una brutta fine». Dopo le nove sono arrivati anche gli atleti della nazionale italiana pallanuoto seguiti poi dai colleghi croati, gli unici ad entrare in acqua nella giornata di ieri. Entrambe le squadre, che in questo periodo si allenano proprio in una delle piscine Le Naiadi, hanno però iniziato gli allenamenti con un po’ di ritardo in solidarietà alla protesta. Un intero complesso sportivo "paralizzato", tutti i corsi di nuoto ed anche il Camp estivo che ospita 150 ragazzi che doveva partire proprio ieri, sono stati sospesi in attesa della revoca dello sciopero. Sono stati proprio i genitori dei ragazzi del camp i primi ad arrivare chiedendo ai lavoratori le motivazioni della protesta. Qualcuno ha preso a cuore la vicenda, altri visibilmente infastiditi hanno invece chiesto spiegazioni in direzione. Secca la replica di Luciano Carrozza che solo qualche giorno fa aveva annunciato che il pagamento di alcuni stipendi sarebbe avvenuto entro la giornata di ieri: «Conosco molto bene le problematiche di queste persone, è vero che ci sono dei ritardi con gli stipendi ma la cosa è stata strumentalizzata e ci sta recando dei danni economici», ha sottolineato Carrozza. «Purtroppo abbiamo speso più del previsto per la ristrutturazione del centro che era molto fatiscente, questo ha comportato ovviamente il ritardo di alcuni pagamenti. Uno sciopero senza preavviso non fa che danneggiare notevolmente le nostre attività, ci sono 150 bambini che hanno pagato per il camp e che questa mattina se ne sono dovuti tornare a casa. Il personale dovrebbe capire che bisogna lavorare per tenere in piedi questa struttura».


Ma i lavoratori non sono più disposti a trattare, non voglio più promesse e chiedono i fatti: «Siamo stufi di chiacchiere e di questo continuo "rimandare"-, dice una ragazza della segreteria senza stipendio da quattro mesi-. Carrozza aveva promesso di versare i nostri stipendi entro oggi ma già si parla di far passare qualche giorno». Intanto i sindacati hanno già annunciato un altro sciopero per il 2 agosto, contro la cattiva gestione e per le buste paga "fantasma" dei dipendenti del Sund, una delle tante società che fanno capo a Carrozza.