Pescara. Fanno sciopero ottomila commessi

28/06/2004



      LUNEDÌ, 28 GIUGNO 2004
       
      Pagina 12 – Cronaca
       
      Fanno sciopero ottomila commessi
      Il 3 luglio negozi a rischio chiusura
       
       
       
      Rotte le trattative per il nuovo contratto Previsto maxi-corteo di fronte a Auchan
       
      ANDREA BENE


       PESCARA.
      Negozi con le saracinesche abbassate, insegne spente, supermercati chiusi. Sabato prossimo sarà come un giorno di festa. Lo sciopero proclamato dai sindacati del commercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, dopo la rottura delle trattative per il contratto, paralizzerà il settore. La protesta riguarderà in tutta la provincia 8mila dipendenti della piccola e grande distribuzione.

       Una mobilitazione del genere non era stata mai programmata in passato. E ci sarà anche una manifestazione che dovrebbe svolgersi, sempre sabato prossimo, davanti all’ipermercato Auchan vicino all’aeroporto. «E’ stato convocato un direttivo unitario per martedì prossimo» ha affermato ieri il segretario provinciale della Filcams Cgil, Antonio Terenzi «per organizzare il corteo».


       Si tratta di una protesta nazionale, che nel territorio pescarese avrà ripercussioni pesantissime.


       Per l’intera giornata di sabato potrebbero restare chiusi negozi di abbigliamento, generi alimentari, prodotti artigianali, elettrodomestici, ristoranti, bar e persino gli ipermercati potrebbero registrare un’attività ridotta. Resteranno aperti soltanto gli esercizi commerciali a conduzione familiare che non utilizzano commessi.


       Per i cittadini si preannunciano, comunque, grossi disagi in un giorno, come il sabato, dedicato solitamente allo shopping. Sarà difficile fare acquisti, perché i negozi di fiducia potrebbero restare con le saracinesche abbassate. E’ impossibile prevedere quale sarà l’adesione allo sciopero, ma bisogna tenere presente che è stato proclamato dalle tre sigle sindacali più rappresentative. Ed è solo il primo assaggio.


       Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil nazionali hanno infatti proclamato un pacchetto di scioperi di 24 ore. Le prime otto saranno spese sabato prossimo, ne resteranno altre 16. I sindacati, del resto, hanno deciso la linea dura dopo il naufragio del negoziato per il rinnovo del contratto dei dipendenti del commercio, scaduto nel 2002. Le trattative si sono rotte dopo che la Confcommercio, rappresentante dei datori di lavoro, ha rigettato le richieste delle tre organizzazioni. Tra l’altro, i rapporti tra le parti erano tesi da tempo. Filcams, Fisascat e Uiltucs avevano già proclamato alcune settimane fa uno sciopero, poi rinviato all’ultimo momento. La trattativa è ripresa tra mille difficoltà e qualche giorno fa è arrivata la rottura totale con la proclamazione della protesta.


       Non è stato mai fatto, almeno in questi ultimi anni, uno sciopero per il rinnovo del contratto del commercio. Per questo è difficile prevede quali potranno essere le conseguenze. Ma i sindacati provinciali di categoria contano di portare in piazza centinaia di persone.