Pescara. Commessi, lo sciopero blocca iper e negozi

19/11/2007
    domenica 18 novembre 2007

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        Cortei in tutta la provincia per il contratto scaduto, striscioni contro Del Turco

          Commessi, lo sciopero blocca iper e negozi

            Andrea Bene

              PESCARA. Ieri, un noto supermercato di Pescara ha dovuto chiudere i battenti per mezza giornata per mancanza di personale. Lo stesso è accaduto ad alcuni negozi del centro. Mentre negli iper, le casse hanno funzionato a ritmo ridotto. Lo sciopero del commercio ha colpito duro anche il capoluogo adriatico.

              La protesta proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil contro il mancato rinnovo del contratto dei lavoratori del commercio, scaduto nel dicembre 2006 e contro la delibera regionale che aumenta il numero di aperture festive dei negozi dal prossimo anno, ha creato disagi sia nella grande che nella piccola distribuzione.

              Hanno incrociato le braccia 3-4mila lavoratori in tutta la provincia, stando ai dati forniti dai sindacati. Avrebbe fatto registrare scarsissime adesioni, invece, lo sciopero della spesa, cioè l’invito ai consumatori a non fare acquisti per un giorno in segno di solidarietà con gli scioperanti. In mattinata, ci sono state anche delle manifestazioni con tanto di striscioni. Su uno c’era il volto del presidente della Regione, Ottaviano Del Turco e la scritta «La domenica c’è chi va a spasso e chi sta alla cassa». Il riferimento era alla delibera regionale che ha aumentato i giorni di aperture domenicali. I segretari regionali e provinciali di Filcams Cgil, Antonio Terenzi e Luca Ondifero , Fisascat Cisl, Marcello Pasquarella e Uiltucs Uil, Nicola Cieri , hanno organizzato dei sit-in davanti ad Auchan di via Tiburtina, all’Iper di Città Sant’Angelo e fuori della sede della Confcommercio. «Sono state delle manifestazioni tranquille» ha fatto presente Cieri «ma quella davanti ad Auchan è stata presidiata dalla polizia».

              La protesta non si ferma qui. I sindacati si riuniranno martedì prossimo per decidere altre azioni di lotta. «Chiediamo un aumento di 78 euro mensili lorde per il biennio 2007-2008» ha spiegato Ondifero «nonché maggiori garanzie per l’occupazione».