Perugia. Autunno caldo per il terziario

15/06/2007
    giovedì 14 giugno 2007

    Pagina VIII – Economia umbra

    La vertenza
    La Filcams Cgil sul piede di guerra

      Autunno caldo per il terziario

        UNA FOTOGRAFIA molto preoccupante quella scattata dalla Filcams di Perugia sulla situazione dei lavoratori del settore terziario (commercio, servizi, turismo) in Umbria.

          Un settore che ormai rappresenta oltre il 47% del Pil nazionale e che dà lavoro al 40% degli addetti complessivi. Nella nostra regione sono 48mila i lavoratori del terziario (37mila in provincia di Perugia) di cui 22mila nel commercio, 16mila nei servizi e 10mila nel turismo.

          Cifre che hanno fatto sì che la Filcams sia diventata, anche in provincia di Perugia, una delle prime categorie all’interno della Cgil per numero di iscritti, avendoli praticamente raddoppiati nel corso degli ultimi quattro anni (da circa 2mila a poco meno di 4mila).

          Dunque, una categoria molto importante, ma altrettanto frastagliata, si va dall’ipermercato al baretto di periferia, e gravata da una serie di problemi molto seri, come l’illegalità diffusa, la cattiva gestione del sistema degli appalti e i ritardi abissali nei rinnovi contrattuali.

          «PARTIAMO dal fatto che il 25% di quello che questa categoria produce è frutto di lavoro nero — ha esordito il segretario generale della Filcams di Perugia, Ivo Banella, accompagnato dai segretari Stefania Cardinali e Michele Agnani — ma più in generale c’è un enorme problema di elusione delle regole e dei contratti, che si ripercuote sistematicamente sui lavoratori. Pensiamo alla questione degli appalti che è centrale anche nel nostro settore. Sia i privati che le amministrazioni pubbliche tendono sempre più spesso infatti ad esternalizzare i servizi. Qui c’è un duplice danno per i lavoratori».