«Perse» le buste: da rifare la supergara per le case Enasarco

22/06/2005
    mercoledì 22 giugno 2005

    Il consiglio si prepara ad annullare la procedura sulla gestione di un patrimonio da 3,25 miliardi

      «Perse» le buste: da rifare la supergara
      per le case Enasarco

        Doveva essere l’asta dell’anno: oltre 14 mila appartamenti soltanto a Roma

        Per essere la gara immobiliare dell’anno, la più grande in Italia e una delle più importanti in Europa – 14 mila appartamenti, soprattutto a Roma, per 3,25 miliardi di euro – era nata male. Fin dall’inizio la corsa per la gestione del ricco patrimonio immobiliare dell’Enasarco, l’ente di previdenza degli agenti di commercio, aveva creato malumori. Bandi rifatti, polemiche, sospetti, specie dopo il ritiro di due dei sei consorzi in lizza. Ed è proseguita anche peggio. Addirittura, due buste con altrettante offerte si sarebbero perse per la strada, tra la portineria e i piani alti della sede sociale di via Usodimare. Accumulando un fatale ritardo, rispettivamente di uno e 9 minuti. E finendo in zona squalifica. Giovedì scorso il consiglio d’amministrazione ha deciso: Enasarco è pronto a gettare la spugna. E così, sulla scorta del parere che l’advisor legale, lo studio Erede Bonelli Pappalardo, ha preparato per la speciale commissione interna incaricata di valutare il caso, il board guidato da Donato Porreca ha avviato quello che tecnicamente viene chiamato «procedimento di autotutela volto all’annullamento».

        Una lettera ai quattro raggruppamenti rimasti in gara -guidati rispettivamente da Pirelli Re, Morley Fund, i franco-americani di Ixis Aew Italia e Romeo Gestioni -parla en passant di due offerte «tardivamente presentate». Ma arriva anche a riconoscere che nello stesso bando di gara c’è qualcosa che non va, tanto da potere dar adito a «difficoltà interpretative» sull’oggetto stesso della gara.

        I quattro hanno dieci giorni per eventuali controdeduzioni, poi si dovrà decidere: la nuova riunione del consiglio sul caso è fissata per giovedì 7 luglio e il risultato, a meno di sorprese dell’ultima ora, appare scontato.
        Di annullamento si era per la verità cominciato a parlare fin dai primi intoppi quando, sul filo di lana del via, si erano ritirate due cordate: una guidata da Generali insieme a Gabetti, Ligresti e Bnl, l’altra da Stefano Ricucci e Deutsche Bank Italia (una rottura quest’ultima consumata per una questione di provvigioni).

        Le voci si erano fatte insistenti proprio alla notizia del ritiro dell’immobiliarista-finanziere protagonista della scalata alla Rcs, l’editore del «Corriere della Sera». Ricucci era considerato il gran favorito nella gara alle case Enasarco in virtù degli stretti legami con il presidente della Confcommercio, Sergio Billè. Per stare alle cronache mondane, Billè, a capo dell’organizzazione che di fatto ha un ruolo egemone nell’ente di previdenza, sarà il testimone delle nozze dell’imprenditore con Anna Falchi, in uno dei prossimi weekend di luglio. Ma l’amicizia è cementata, è proprio il caso di dirlo, anche da comuni interessi sindacali: Ricucci ha fondato Confimmobiliare, la confederazione della nuova generazione di immobiliaristi associata alla Confcommercio.

        Dinanzi ai rumor sulla gara, Carlo Puri Negri, amministratore delegato Pirelli Re (uno dei due concorrenti la cui offerta ha fatto ritardo tra la portineria e i piani alti, l’altro sarebbe Morley Fund) era stato veloce a individuare il nocciolo della questione: «Se vogliono rifare la gara, siamo pronti a partecipare anche una seconda volta», aveva detto. A giorni la decisione.

        Carlo Cinelli