Permessi sindacali, sulla tutela Inail la parola alla Consulta

26/02/2003




Mercoledí 26 Febbraio 2003
NORME E TRIBUTI
Permessi sindacali, sulla tutela Inail la parola alla Consulta


ROMA – È costituzionalmente legittimo che i lavoratori dipendenti non siano assicurati contro gli infortuni sul lavoro quando sono in permesso sindacale? All’interrogativo risponderà la Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sull’articolo 4 del Dpr 1124/65 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) nella parte in cui non comprende, tra gli aventi diritto all’indennizzo, anche coloro che si sono infortunati mentre stavano svolgendo attività connessa a un permesso sindacale. I giudici della Consulta si sono occupati della questione ieri in udienza pubblica. L’interrogativo è stato posto dalla Corte d’appello di Firenze, chiamata a giudicare il caso di un dipendente di un’azienda di autotrasporti infortunatosi durante il tragitto autostradale di rientro (con autovettura privata) da una giornata di incontri sindacali. Secondo la magistratura ricorrente la norma impugnata determinerebbe una disparità di trattamento rispetto ai lavoratori in aspettativa sindacale, ai quali la copertura assicurativa è stata estesa dalla sentenza 171/2002 della Corte che dichiarò incostituzionali gli articoli 4 e 9 dello stesso Testo unico nella parte in cui non prevedevano, tra i beneficiari della tutela assicurativa e tra gli obbligati, rispettivamente, i lavoratori in aspettativa sindacale e le organizzazioni sindacali per conto delle quali essi svolgono attività. L’Inail fa rilevare che la situazione del sindacalista in permesso sindacale è diversa da quella del sindacalista in aspettativa: «L’attività del primo è estranea alle finalità produttive perseguite dal datore di lavoro che concede il permesso. Invece il sindacalista in aspettativa non svolge più un’attività per il suo originario datore di lavoro, ma esclusivamente per il sindacato, dal quale viene retribuito». Più o meno sulla stessa linea l’avvocatura dello Stato, in difesa della costituzionalità della norma impugnata.