Perini: «Ci sono le condizioni per crescere»

15/11/2002

            15 novembre 2002

            IL PIANO UE
            Il presidente di Assolombarda scommette sugli effetti
            dell’applicazione del Libro bianco
            Perini: «Ci sono le condizioni per crescere»

            MILANO. Ci saranno più occupati
            e un tasso di attività più
            alto in Italia. Lo prevede la
            Ue, che nelle sue raccomandazioni
            ufficializzate mercoledì
            stima un tasso del 61,6% l’anno
            prossimo, e ne è convinto
            Michele Perini, presidente di
            Assolombarda. La classifica
            europea lascia l’Italia all’ultimo
            posto per il tasso di attività,
            ma riconosce una buona capacità
            di recupero, che nel
            2003 consentirà l’incremento
            più significativo tra i Paesi
            dell’Unione (+0,5%, si veda
            «Il Sole-24 Ore» del 13 novembre).
            Le condizioni per far crescere
            l’occupazione ormai ci
            sono, secondo Perini. «Manca
            ancora l’impatto dell’attuazione
            del Libro bianco sul mercato
            del lavoro: purtroppo è rimasto
            al palo per più di un anno,
            per varie ragioni. Nella riforma
            ci sono tante misure che
            potranno favorire le imprese e
            gli stessi lavoratori, permetteranno
            di eliminare una serie di
            ostacoli e pastoie burocratiche».
            Dal Libro bianco e dal
            Patto per l’Italia, il presidente
            degli imprenditori milanesi si
            attende una spinta decisiva allo
            sviluppo, le novità necessarie
            per far evolvere la situazione
            sul mercato del lavoro. «Il
            salto di qualità — dice Perini
            — è capire che l’entrata e
            l’uscita dal lavoro, da un’azienda,
            sono fatti normali: manca
            il valore del cambiamento, che
            può essere vissuto come un’occasione,
            un’opportunità».
            La formazione dovrà sostenere
            le nuove regole. «Si deve
            puntare molto su questo aspet-
            to. Per esempio spiega Perini
            — in situazioni di crisi, la
            formazione andrebbe gestita durante
            la cassa integrazione. In
            questo modo, aumenterebbero
            le possibilità di essere "ricollocati".
            Altrimenti c’è il rischio
            che il lavoratore trovi presto un
            altro posto, ma in nero, e che
            poi continui l’attività sommersa
            da disoccupato».
            Gli occhi dell’Unione europea
            sono puntati soprattutto sul
            Mezzogiorno. Il commissario
            agli Affari sociali della Ue, Anna
            Diamantopoulou, ha invitato
            l’Italia ad adottare riforme strutturali
            per lo sviluppo del Sud, a
            cominciare dalla flessibilità. «È
            un capitolo importante —afferma
            Perini — ma al di là del
            mercato del lavoro, nel Mezzogiorno,
            come al Nord, sono indispensabili
            le infrastrutture. In
            più serve un’evoluzione nella
            classe imprenditoriale del Sud,
            che in parte si sta già compiendo:
            occorre saper rischiare, senza
            aspettare gli aiuti pubblici.
            L’imprenditore, nella grande
            come nella piccola azienda, deve
            essere sempre pronto a mettere
            mano al portafogli».
            La Commissione Ue insiste
            anche sull’importanza di allungare
            i tempi per la pensione. Il
            tasso di attività previsto per gli
            anziani l’anno prossimo è del
            29,5%, ancora lontano dai livelli
            degli altri Paesi europei. «Le
            riflessioni della Diamantopoulou
            sono da macroeconomista
            più che da commissario. Bisogna
            superare — sostiene Perini
            — uno strumento pensionistico
            concepito in un altro periodo,
            quando la speranza di vita era
            più bassa. L’età pensionabile
            va innalzata, altrimenti il carico
            diventerà insostenibile e se i
            costi del sistema aumentano,
            c’è il rischio di un ricorso massiccio
            alla delocalizzazione.
            Inoltre, spesso l’anziano va in
            pensione e poi lavora in nero.
            Le nuove regole sul cumulo —
            conclude Perini — rendono il
            problema meno acuto e in questo
            modo è possibile utilizzare
            chi ha più esperienza, di trasmettere
            le competenze. Sono maestri del
            lavoro che fanno la formazione
            migliore: quella sul campo».

            ALESSANDRO BALISTRI