«Pericolosi i supermercati dell’auto»

07/12/2000

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Giovedì 7 Dicembre 2000
italia – economia
L’amministratore delegato di Fiat Auto Testore difende il sistema dei concessionari nel mirino della Commissione Ue.

«Pericolosi i supermercati dell’auto»

(DAL NOSTRO INVIATO)

BOLOGNANo ai supermercati dell’auto. E anche alle auto in vendita nei supermercati. La posizione di Roberto Testore è netta e inequivocabile. Lo scenario che verrebbe a determinarsi abolendo la distribuzione selettiva in campo automobilistico sarebbe peggiorativo per tutti: costruttori, rivenditori, consumatori.

Al convegno sul futuro dei concessionari organizzato nell’ambito del Motor Show di Bologna da Federaicpa (la federazione dei dealer inquadrati nelle reti ufficiali) e dal mensile Interauto News, l’amministratore delegato di Fiat Auto ha ribadito le perplessità — condivise da tutti i costruttori — sulle tesi del commissario europeo alla Concorrenza, Mario Monti. Il quale ha più volte ribadito di ritenere l’attuale regime limitativo della concorrenza. Lasciando così intendere l’orientamento a non prorogarlo quando arriverà a scadenza, nel settembre 2002.

Secondo Testore invece il sistema attuale, pur perfettibile, è quello in grado di meglio conciliare le esigenze di tutte le parti in causa. E ha risposto punto per punto alle obiezioni di Monti. A cominciare da quella relativa ai prezzi. Il commissario ritiene infatti che i listini vengano ancora stabiliti su base nazionale, e che i costruttori tentino di scoraggiare la nascita di canali distributivi alternativi (Internet e grande distribuzione) capaci di contribuire a una riduzione del prezzo delle vetture. Insomma, gli interessi dei consumatori sarebbero tenuti in conto limitato.

Opinione che l’amministratore delegato di Fiat Auto ha controbattuto con le cifre. Facendo notare come negli ultimi cinque anni i prezzi delle automobili siano aumentati nei cinque maggiori mercati europei mediamente dell’1%, contro un’inflazione del 10,5 per cento. E come l’armonizzazione dei prezzi sia ancora lontana non per volontà dei costruttori, ma perché in ambito comunitario le imposte gravanti sulle quattro ruote sono caratterizzate da differenze tra un Paese e l’altro che variano da un minimo del 15 a un massimo del 200 per cento.

E a proposito dei supermercati dell’auto, o dei supermercati che vendono "anche" auto, ha sottolineato il rischio — in termini di possibilità di scelta per il consumatore e di sopravvivenza per i rivenditori di minori dimensioni — di una distribuzione concentrata in poche grandi strutture. E ha negato che Internet potrà mai prendere il posto dei dealer tradizionali. Diventando piuttosto un prezioso supporto informativo grazie al quale il cliente avrà più possibilità di scelta e di confronto. Salvo poi dover far capo al concessionario tradizionale per il ritiro dell’auto nuova (e magari la permuta di quella vecchia).

E riferendosi a un tema di estrema attualità, Testore ha voluto sottolineare che «solo una rete di vendita capillare e in quotidiano contatto con la casa costruttrice è in grado di garantire alle eventuali campagne di richiamo la necessaria tempestività ed efficacia».

Giampiero Bottino