«Pericolosa una manovra elettorale»

22/09/2005

    giovedì 22 settembre 2005

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    CONFINDUSTRIA DENUNCIA «GROSSE DIFFICOLTA’ DECISIONALI. QUESTA E’ L’ULTIMA OCCASIONE PER RIDAR FIATO ALLO SVILUPPO»

      «Pericolosa una manovra elettorale»

        Roberto Ippolito

        ROMA
        E’ un momento «tutto sommato triste». Comincia con un’osservazione amara l’introduzione del presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo al seminario del Centro studi della Confindustria. Montezemolo fa notare «le grosse difficoltà decisionali» e manifesta i timori diffusi fra le aziende di scelte condizionate unicamente dalle elezioni politiche della primavera: «Se andiamo indietro negli anni, ci rendiamo conto che le finanziarie elettorali non hanno mai pagato in termini di consenso ma hanno solo aggravato i problemi».

        Gli imprenditori, «serenamente preoccupati» hanno dunque paura che a fine mese sia varata una finanziaria di carattere elettorale non corrispondente alle esigenze dell’Italia che non va. «Abbiamo la certezza che purtroppo il paese sta deragliando dal rigore e dai comportamenti virtuosi che aveva adottato negli anni ‘90 con un avanzo primario che superava il 5% e quando il paese era nel gruppo di testa per l’ingresso nell’euro» incalza Andrea Pininfarina, vicepresidente della Confindustria con la delega per il centro studi.
        Si può, si deve prendere decisioni anche se il voto si avvicina: «La legge finanziaria è l’ultima occasione di questa legislatura per occuparsi seriamente di crescita e di sviluppo». E’ l’ultima occasione per mettere «i problemi dell’economia, cioè i problemi dei cittadini e delle imprese, al primo posto». Perciò la Confindustria si rivolge, indistintamente, «in modo chiaro e accorato a tutte le forze politiche, perchè far ripartire la crescita» significa impegnarsi per far «aumentare l’occupazione e aggiungere reddito alle famiglie in difficoltà».

        Gli imprenditori, si rammarica Pininfarina, «non si aspettano un granchè» in tempi ravvicinati. «Se poi gli interventi sul breve puntano a distribuzioni a pioggia di risorse comunque scarse e non ad aiutare selettivamente le imprese che investono, producono, esportano, rischiamo ancora una volta di andare fuori strada» aggiunge Montezemolo.

        Con l’economia inceppata il pericolo si chiama immobilismo: Montezemolo ricorda di aver espresso «dopo le elezioni regionali» la «preoccupazione per il rischio di un anno di totale immobilismo» e ora «gli osservatori della realtà italiana credo siano d’accordo con noi».

        Con il rapporto sulle «previsioni macroeconomiche» presentato dal vicedirettore del centro studi Giulio de Caprariis, la Confindustria stima l’economia praticamente ferma nel 2005: solo +0,2% la crescita del prodotto lordo. E per il 2006 è previsto l’1% contro l’1,5% ipotizzato dal governo. In ogni caso poco, come evidenzia Pininfarina: «Non possiamo bearci del segnale di ripresa dell’Italia perchè la sua velocità è bassissima, per esempio meno del 50% di quella inglese. Chi va più piano rimane indietro e il distacco dal treno rischia di aumentare». E l’alta tassazione penalizza le imprese: in base a una tabella della Banca mondiale in Italia vicina al 60%, livello in Europa secondo solo alla Danimarca, contro il 50% della Germania. Il Centro studi calcola poi che per rientrare dallo sforamento del deficit serve una manovra finanziaria da 13 miliardi di euro, un miliardo e mezzo in più delle stime del governo; ma a questa somma, si legge nel rapporto, «si dovranno aggiungere le risorse per la copertura degli interventi a favore dello sviluppo».

        Nonostante lo scenario negativo, «la politica ha parlato di tanti argomenti, ma lontani dalle famiglie e dai problemi reali del paese, mentre il tema dell’economia è il problema numero uno». Ora la Confindustria si attende «una finanziaria che metta la competitività al centro, che guardi allo sviluppo e non al contingente». Nella «riduzione del cuneo fiscale e dell’Irap» la Confindustria ha indicato da tempo «le strade maestre per tagliare il costo del lavoro alle imprese» e «aiutare le famiglie». E «ha sottolineato con forza l’importanza» di sostenere «le imprese che fanno ricerca premiando fiscalmente anche la collaborazione con le università». Mentre «le imprese stanno producendo da sole un grande sforzo di riposizionamento» è fondamentale per Montezemolo «dare un segnale concreto su questi pochi importanti temi» con la prossima finanziaria. E’ un impegno chiesto «alla maggioranza, a cui spetta avanzare proposte, e all’opposizione, che può dare un contributo importante in Parlamento».

          E gli «elettori – rileva Montezemolo – sapranno giudicare chi si impegna per affrontare correttamente i problemi veri». Si deve guardare avanti: «Non vogliamo – spiega Pininfarina – l’elenco di ciò che è stato fatto da parte della maggioranza e di ciò che non è stato fatto da parte dell’opposizione. Abbiamo il diritto di sapere quali scelte e quali risposte intende dare chi vuole governare».