Perché le politiche giovanili della Filcams

Perché le politiche giovanili della Filcams

In un momento difficile come questo, in cui i giovani stanno pagando più che mai il prezzo della crisi, e in un futuro prossimo che possiamo immaginare ancora per alcuni anni privo di opportunità per chi oggi sta frequentando scuole e università, il sindacato ha il compito di creare uno spazio collettivo in grado di dare risposte non solo ai lavoratori, ma all’intero sistema economico mettendo a disposizione proposte concrete, sistemi di consumo diversi e nuovi principi.

Le politiche giovanili vogliono essere lo strumento per avvicinare tra loro i giovani che fanno già parte della Filcams e attirarne di nuovi dai nostri settori.

Un obiettivo “interno” è, quindi, quello di creare una rete tra i giovani che stanno dentro l’organizzazione e uno spazio riconosciuto per produrre idee e proposte organizzative che possano contribuire a portare la categoria al passo con i tempi e quindi più vicino ai nostri lavoratori.

L’obiettivo “esterno” è, invece, quello di far avvicinare i giovani alla categoria, non solo per problematiche legate al mondo del lavoro, ma per il senso di appartenenza e di riconoscimento rispetto al sindacato.

La realizzazione di tali obiettivi si vuole raggiungere attraverso confronti e discussioni sui temi maggiormente sentiti dai giovani (comunicazione, formazione, politiche internazionali) e iniziative visibili.

Lo scopo quindi che ci siamo prefissati non è solo il rinnovamento della nostra categoria, non è solo il rinnovamento delle modalità comunicative, non è solo il riavvicinamento ai giovani che sentono il sindacato lontano e poco rappresentativo.

Il nostro obiettivo è anche e soprattutto quello di fare cultura: cultura del lavoro, cultura sindacale, cultura civica, cultura dei valori della solidarietà e della collettività.

Guardando al mondo dei giovani è la prima cosa che colpisce, intere generazioni sono prive di riferimenti culturali.

E purtroppo oggi si trovano surrogati di cultura ovunque, la tv e internet hanno permeato la vita dei giovani e sono strumento di informazione e di costruzione di idee e modelli di vita…e pensando ai programmi televisivi più in voga qualche preoccupazione nasce spontanea!

E così ci siamo chiesti: c’è qualcuno in grado di contrapporsi a questa deriva culturale?

Certo le famiglie, le scuole… Ma forse anche il sindacato può e deve farlo.

Un tempo il sindacato insieme alla politica aveva un ruolo educativo. Oggi la politica sembra arrancare in questo ruolo. Il sindacato deve riappropriarsene, c’è bisogno di ripartire dall’inizio, dal far conoscere cosa hanno fatto i nostri padri fondatori, cosa ha fatto la CGIL negli ultimi 100 anni per arrivare a parlare di diritti.

E per far questo il primo scoglio è far si che i giovani si sentano rappresentati dal sindacato, se ne sentano parte e vogliano farne parte in modo attivo.

Le politiche giovanili della FILCAMS vogliono parlare ai giovani, partendo dalla creazioni di spazi, di una rete che raccolga tutte le individualità e che riesca a farne sintesi riportandoli a una dLe politiche giovanili della FILCAMS vogliono parlare ai giovani, partendo dalla creazioni di spazi, di una rete che raccolga tutte le individualità e che riesca a farne sintesi riportandoli a una dimensione collettiva.

Per raggiungere questo traguardo stiamo progettando iniziative concrete anche se fuori dagli schemi noti.

Utilizzando un linguaggio diverso, metodi di comunicazione innovativi, ma anche lavorando sulla contrattazione, sulla formazione e su una visione più ampia del lavoro, che ci porti a intrecciare le nostre esperienze con quelle del resto del mondo.

Roma, 02 luglio 2010