Per un terziario sostenibile

29/01/2013

Era il congresso del 2010, quello in cui la Filcams Cgil ha lanciato la sfida per i quattro anni successivi: “il futuro sostenibile del lavoro terziario.”
A due anni di distanza, con una crisi che ha colpito indistintamente tutti i settori della categoria, facendo aumentare le crisi aziendali, il ricorso alla cassa integrazione e impennando i dati relativi alla disoccupazione, la categoria è pronta a confermare i propri impegni e rilanciare la sfida.
Il terziario è un settore ampio e diversificato, che negli ultimi anni è stato messo in difficoltà dalla crisi economica.
Il settore distributivo ha subito, e subisce, le conseguenze del crollo dei consumi; la riduzione dei redditi dei cittadini ha portato ad una contrazione dei profitti che le aziende, grandi e piccole che siano, cercano di arginare riducendo il costo del lavoro, dai licenziamenti alla riduzione delle orari e turni di lavoro.
L’industria del turismo, nel 2012, ha vissuto la peggiore stagione degli ultimi anni, con il crollo della domanda interna e forti ripercussioni sull’occupazione; mentre il mondo dei servizi, già condizionato da gare d’appalto ai limiti della legalità e continui ritardi dei pagamenti, è stato profondamente colpito dai tagli della spending review.
È in questo contesto difficile che la Filcams Cgil, sulla scia del Piano del lavoro presentato dalla Cgil, vuole inserire le proprie proposte e strategie per rimettere al centro della discussione il lavoro.
“Il terziario, afferma Franco Martini segretario generale della Filcams Cgil “è settore strategico per la ripresa dell’economia; la natura della crisi, però, impone una ridefinizione dei modelli che hanno caratterizzato lo sviluppo negli ultimi anni.”
La Filcams Cgil ha individuato alcuni elementi strategici su cui puntare, cercando di realizzare progetti operativi anche coinvolgendo istituzioni, locali e nazionali e soggetti privati dell’industria, del terziario e del credito.
Primo fra tutti il settore distributivo, “dopo la grave crisi che sta vivendo il Paese con crollo dei consumi a livelli del dopoguerra,” scrive la Filcams Cgil nel piano per il lavoro “non è pensabile riproporre modelli di consumo ispirati al consumismo ed allo spreco. Il consumo, coerentemente con l’evoluzione degli stili di vita, va ri-orientato verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale. Nel quadro di un rinnovato pluralismo commerciale, che riproponga la funzione vitale del piccolo commercio nella valorizzazione delle città e dei centri storici, occorre favorire la nascita di nuove strutture distributive e relativi processi produttivi maggiormente sostenibili.”
Anche il turismo deve essere una leva per il rilancio dell’economia: “ occorre puntare, secondo la Filcams Cgil, alla ricostruzione di una vera e propria industria del settore, a partire dal sistema alberghiero sempre più destrutturato, affinché l’offerta di qualità restituisca il necessario livello di competitività, in un mercato che vedeva l’Italia primeggiare. Destagionalizzazione dell’offerta, lotta alla precarietà occupazionale anche mediante la valorizzazione del lavoro dei migranti, sono solo alcuni degli assi su cui impostare un azione convinta di rilancio del settore a medio e lungo termine.”
Il settore dei servizi esternalizzati, colpito dalle politiche di ridimensionamento dello stato sociale, deve trovare al suo interno una modalità per salvaguardare “le professionalità esistenti e garantire nel saldo tra uscite e entrate nel settore pubblico, i livelli occupazionali necessari al buon funzionamento dei servizi stessi” senza andare a compromettere qualità e quantità.
La categoria vuole puntare su altri due comparti importanti: il terziario avanzato, leva strategica per il rilancio di politiche industriali competitive, e il mezzogiorno, crocevia particolare, sul quale è indispensabile individuare un’inversione di tendenza al rapido e progressivo abbandono delle attività legate al terziario, dalla grande distribuzione, all’incidenza del turismo.
È necessario inoltre espandere il mercato del lavoro terziario anche cercando di rappresentare le peculiarità del settore: la forte presenza delle donne, che impone un cambio di marcia, parlando al femminile e mettendo al centro dei ogni tavolo contrattuale le politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e la grande diffusione delle tipologie contrattuali a tempo parziale o a termine, assumendo tra gli obiettivi principali il tema della stabilizzazione dei rapporti e degli orari di lavoro.
“Non si tratta di negare il bisogno di flessibilità del settore, quanto di prospettare a regime, in particolare per i nuovi assunti, un percorso di stabilizzazione.”
In questo difficile contesto sociale ed economico, il sistema bilaterale contrattuale, sistema diffuso nel terziario, può contribuire alle politiche di sostegno al reddito, soprattutto per colmare le lacune del nuovo sistema di tutele introdotte dalla Riforma Fornero (es Nuova Aspi).
La ricerca di buona e stabile occupazione non può prescindere, inoltre, dal combattere un mercato del lavoro sempre più destrutturato. La Filcams Cgil si pone al riguardo diversi obiettivi: consolidare un sistema di regole atto a favorire la crescita di imprese sane, soprattutto nel settore degli appalti; combattere l’illegalità, anche attraverso l’azione contrattuale aziendale e territoriale; investire in sicurezza e prevenzione, per un progressivo miglioramento di tutti gli aspetti legati agli ambienti di lavoro; valorizzare le diversità, riconoscendo il valore e il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori migranti; assumere l’agenda digitale quale sfida competitiva e produttiva.
La Filcams Cgil è pronta ad assumersi questo grande impegno” siamo consapevoli” conclude Franco Martini “che stiamo intraprendendo un percorso arduo, ma è indispensabile rilanciare il settore e puntare a migliorare le condizioni di lavoro dei tanti dipendenti del terziario.”