Per Rinascente utili e dividendi in rialzo nel 2001

02/05/2002





Per Rinascente utili e dividendi in rialzo nel 2001
MILANO – Al termine di un’assemblea durata circa tre ore e mezzo i soci della Rinascente hanno approvato ieri il bilancio 2001 e la distribuzione di un dividendo di 0,1064 euro per le ordinarie e privilegio e di 0,1376 per le risparmio, in pagamento dal 27 giugno. Entrambe le cedole sono aumentate rispetto a quelle dell’esercizio precedente che furono rispettivamente pari a 0,1033 e 0,1342 euro. L’assemblea, presieduta da Luigi Arnaudo, oltre a confermare il già cooptato Andrè Leclercq nel consiglio, ha detto sì al rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie fino al 10% del capitale e alla delega al cda per aumentare il capitale fino a 300 milioni di euro. Come era stato anticipato nell’incontro con gli analisti del 17 aprile scorso, i due amministratori delegati del gruppo milanese, Giovanni Cobolli Gigli e Benoit Lheureux, hanno confermato che l’incremento delle vendite per l’intero 2002 è previsto tra il 4 e il 5% mentre la crescita della redditività è stimata dello 0,20% a livello di incidenza del cash flow lordo sulle vendite. Nel primo trimestre di quest’anno le vendite sono risultate in crescita del 4% in uno scenario caratterizzato da una permanente debolezza dei consumi e della produzione. Come a dire che la ripresa di cui tanto si parla c’è ma non si vede anche se è opinione diffusa che l’anno in corso dovrebbe mitigare i dati negativi sui consumi commercializzabili del 2001, quando in termini reali vi è stato un calo del 2,1% anche se grazie all’evoluzione dei prezzi il trend è stato ricondotto su valori positivi, sia pure modesti (+0,4%). In queste quadro l’anno scorso il gruppo Rinascente ha realizzato vendite complessive per 5.749,7 milioni di euro, in rialzo del 3,7% rispetto all’esercizio precedente, e ha conseguito un risultato consolidato netto di 59,1 milioni di euro in crescita del 6% su quello precedente del 2000 che fu di 55,7 milioni. Questo risultato include imposte sul reddito per 59,5 milioni di euro (erano 56,6 nel 2000). Particolarmente pesante continua a essere l’effetto dell’Irap. Al miglioramento del risultato netto hanno concorso 15,7 milioni di proventi straordinari mentre il risultato di gestione appare in lieve flessione (128,2 milioni contro 133,6 milioni) per via della dinamica dei consumi e dell’aumento degli ammortamenti (181,8 milioni contro 162,9 del 2000) legato al piano di sviluppo degli investimenti (al netto 426,9 milioni nel 2001). Il cash flow netto prodotto nell’esercizio (utile netto più ammortamenti) è stato di 268,1 milioni di di euro (contro 245,5) con una variazione positiva del 9,2%. La posizione finanziaria presenta un indebitamento netto di 77 milioni di euro, contro una disponibilità per 139,4 del precedente esercizio. La Rinascente, come è noto, è controllata al 53% dalla Eurofind, una finanziaria in cui si materializza la joint venture tra l’Ifil che ne possiede il 51% e i francesi di Auchan che detengono il restante 49 per cento. Nel 2007 è prevista un’opzione a favore di Auchan per salire al 50% in Eurofind mentre dal 2011 sarà a disposizione di Ifil un put a vendere la propria quota al partner francese. Attorno a Rinascente la Borsa a più riprese ha disegnato mutamenti degli assetti azionari che sono stati puntualmente smentiti dall’Ifil. Che, da parte sua, ha sempre ribadito l’interesse a una continua valorizzazione della Rinascente in vista di una maggiore presenza internazionale sull’esempio di Auchan.
R.Fi.

Mercoledí 01 Maggio 2002