Per Rinaldini (Fiom) tra i metalmeccanici ha vinto il no

12/10/2007
    venerdì 12 ottobre 2007

    Pagina 2 – Economia

    Per Rinaldini (Fiom) tra i
    metalmeccanici ha vinto il no

      Differenze limitatissime, percentuali quasi alla pari per la Fim, mentre la Uilm ribalta i numeri a favore del sì

        di Felicia Masocco/ Roma

        I metalmeccanici hanno votato No. Il leader della Fiom Gianni Rinaldini non ha dubbi, presenta gli ultimi dati disponibili, provincia per provincia, regione per regione, alla fine conta il 52,61% di voti contrari. Poco dopo comincia la guerra di cifre, con la Uilm-Uil che dà la vittoria ai Sì con oltre il 51% e la Fim-Cisl che parla del 50,6%. Si affacciano parole come «pareggio», «spaccatura», e c’è curiosità iguardo alla intesi che stamattina useranno Epifani, Bonanni e Angeletti. Se i conteggi della notte non avranno certificato un risultato netto, sarà un too close to call all’americana, cioè un’assegnazione impossibile che terrà aperta la questione e allungherà un’ombra sull’unico voto di dissenso.

        Il No metalmeccanico non insidia il record di Si ma è un voto scomodo e invece di diventare il classico «sale» della democrazia, guasta (un po’) la festa e costringe a tenere i riflettori accesi su quanto non va. È quel che chiede Gianni Rinaldini. Il voto della categoria (hanno votato in 600mila) rispecchia la posizione del comitato centrale della Fiom. Lui, Rinaldini, ne esce rafforzato in Cgil? «Né rafforzato né indebolito. Auspico una discussione vera sul futuro del sindacato», risponde. «So benissimo che in alcuni paesi europei il sindacato è il sindacato del pubblico impiego. Io non penso a questa prospettiva». Tradotto, nessuno minimizzi il voto operaio. Tanto più che «come ci ricorda sempre Federmeccanica, siamo il 50% dell’industria». Premesso che l’approvazione dell’accordo vale per tutti, il segretario della Fiom mette in guardia dai trionfalismi. «Eviterei di dire che il sindacato italiano sta bene, che sta bene con la gente a parte qualche matto che se ne va in giro (la Fiom, ndr). Sarebbe sciagurato». I problemi ci sono. «Il 20 sarò alla manifestazione cui ho aderito a titolo personale come altri della Fiom. Uno, più uno, più uno, saremo una moltitudine». Toni pacati, e parole di sfida. «È autolesionismo dire che è contro il sindacato: è contro la precarietà a meno che qualcuno non pensi che la questione sia risolta con il protocollo». In piazza, dunque e poi il 22 e 23 ottobre al direttivo Cgil. Rinaldini non ci va da sconfitto. «Il forte disagio emerso richiede una decisa ripresa dell’iniziativa sindacale». Va aperto «un conflitto con il governo» cui chiedere di tassare le rendite per alleggerire le tasse al lavoro dipendente. E, da oggi, assemblee e blocco degli straordinari: cominciano le lotte, unitarie, per il contratto.