Per quattro anni più facile licenziare

16/11/2001


La Stampa web






(Del 16/11/2001 Sezione: Economia Pag. 18)
VARATA LA DELEGA SUL LAVORO. PREVEDE, PER ALCUNI CASI, IL SUPERAMENTO DELL´ARTICOLO 18 ATTRAVERSO LA SPERIMENTAZIONE
Per quattro anni più facile licenziare
I sindacati si ribellano, Berlusconi convoca Cgil, Cisl e Uil

ROMA Toccherà a Silvio Berlusconi tentare di rabbonire i leader sindacali. Al termine di una giornata segnata da dichiarazioni di fuoco e voci di sciopero, il Cavaliere fa sapere che riceverà martedì pomeriggio i leader di Cgil-Cisl-Uil, infuriati per il varo della delega legislativa sulla flessibilità del mercato del lavoro che contiene la sospensione «sperimentale» della piena efficacia dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti. Lunedì Cofferati, Pezzotta e Angeletti faranno il punto della situazione, e dopo le risposte del Presidente del Consiglio decideranno se andare allo scontro o meno. Forse il ministro del Welfare Roberto Maroni e il suo sottosegretario Maurizio Sacconi non si aspettavano una reazione tanto veemente. E invece l´annuncio ufficiale del varo da parte del Consiglio dei ministri della delega sul lavoro ha scatenato un fuoco ad alzo zero contro la norma sui licenziamenti, ma anche sul contenuto del resto della delega. E se l´approvazione di Confindustria al provvedimento si esprime in una nota dai toni misurati, contro Maroni si schierano anche i «suoi» del Sindacato Padano, e quelli vicini alla destra, come Ugl e Cisal. La decisione di andare avanti era stata presa, e ieri mattina in Consiglio dei ministri – con il conforto di Antonio Marzano e Gianfranco Fini – è stata ufficialmente confermata. A nulla è valsa l´opposizione del ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, che ha espresso «forti perplessità». A scontentare l´alfiere della «destra sociale» c´è stato anche l´accantonamento della ipotesi di partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione dell´impresa, sia nella versione «hard» predisposta dal consigliere di Alemanno, Giano Accame, che in quella ultrasoft messa a punto dal sottosegretario Sacconi, gradita alla Cisl. Il sottosegretario Sacconi, responsabile del negoziato, in queste settimane si era convinto di riuscire a ottenere un sostanziale via libera all´impianto della delega (di cui la riforma dei licenziamenti è solo un capitolo), grazie ai segnali di «attenzione» che erano stati lanciati dai membri della delegazione di Cisl e Uil, i segretari confederali Raffaele Bonanni e Fabio Canapa. Del resto, ha fatto notare nel pomeriggio in conferenza stampa Sacconi, la proposta di allentare i vincoli dell´articolo 18 al Sud era stata proprio di Canapa, mentre Bonanni – dalle colonne del Sole 24 Ore – aveva «aperto» sui lavoratori con contratti a termine. Ma alla prova dei fatti, le disponibilità (vere o presunte) di Cisl e Uil sono state apparentemente cancellate. Sacconi ai giornalisti ha spiegato che dei 13 articoli della delega «tutto o quasi» è stato condiviso da «tutte, o quasi» le parti sociali, ovvero non dalla Cgil. La riforma – che mira ad aumentare il tasso di occupazione attraverso una maggiore flessibilità del mercato del lavoro e una modifica del sistema del collocamento pubblico e degli ammortizzatori sociali – verrà realizzata a tappe: sui temi indicati il governo invita le parti sociali a procedere con il metodo dell´«avviso comune» seguito per i contratti a termine. In estrema sintesi, tra le novità, i privati potranno operare nel collocamento; cambieranno gli incentivi economici alle assunzioni; verrà riformato il sistema degli ammortizzatori sociali, anche se non si prevede un maggiore onere per lo Stato, collegando le prestazioni allo svolgimento da parte del lavoratore ad attività di formazione; viene recepita la direttiva europea sull´orario. Cambieranno i contratti di formazione-lavoro, gli stages e i tirocini; verrà reso più elastico sul versante degli orari il part-time, così come l´interinale; verranno disciplinate nuove forme contrattuali, come il lavoro a chiamata e il «job sharing»; regole più stringenti, invece, per le collaborazioni e il lavoro occasionale. E poi, le materie più esplosive: l´arbitrato (volontario) per risolvere con risarcimenti e in via breve i contenziosi di lavoro, e la modifica «sperimentale» dell´articolo 18. Per quattro anni si potranno licenziare senza obbligo di riassunzione – sostituito da un indennizzo monetario – i lavoratori assunti in aziende che passano da meno a più di 15 dipendenti, i lavoratori che passano da un contratto a tempo determinato a uno a tempo indeterminato, e quelli «sommersi» che emergono. Sacconi spiega che si tratta di una modifica tutt´altro che radicale, Fini parla di «ampia convergenza», Maroni dice che si tratta «di problemi realmente non invalicabili». Ma intanto le agenzie «battono» (accanto allo scontato «no» della Cgil) le parole di Pezzotta e della direzione Uil: «proposta inaccettabile». E per Confindustria – che approva la delega, definita «importante passo in avanti», la riforma dell´articolo 18 è «troppo timida».
Roberto Giovannini


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