Per Marriott due nuovi hotel in Italia

10/03/2003




Domenica 09 Marzo 2003
TURISMO


Per Marriott due nuovi hotel in Italia
P.SOL.


MILANO – Il settore alberghiero sta attraversando «il periodo più nero dalla Grande Depressione»: è anche per questo che Marriott ha preferito raffreddare le attese per l’anno appena iniziato riducendo le stime di utile dopo un 2002 di consolidamento e di contenimento dei costi. L’ultimo trimestre dell’anno si è chiuso con perdite ridotte a 37 milioni di dollari rispetto ai 116 milioni di un anno prima su un fatturato cresciuto da 2,14 a 2,68 miliardi di dollari. Un risultato che ha permesso di segnare nell’intero anno un utile netto lievitato da 269 a 439 milioni di dollari e un giro d’affari (+6%) a 19 miliardi. «Non vediamo segnali di inversione», ha dovuto ammettere il chief financial officer Arne Sorenson. Ma, «nonostante tutto, stiamo meglio dei concorrenti», ribatte Frederick Miller, vice president per le vendite a livello globale: «Certo abbiamo dovuto tirare il freno, ma non abbiamo abbandonato gli investimenti», commenta a Milano, dove ha annunciato i piani di espansione in Italia. Marriott ha infatti ufficializzato l’apertura, nel 2004, del Marriott Aurelia, 571 camere nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino. Sempre in zona è situato il primo hotel Courtyard – il brand di fascia media – che aprirà anch’esso l’anno prossimo: «Su questo marchio, caratterizzato da tariffe moderate, il gruppo punta per crescere in Italia e anche in Europa, con l’apertura di alberghi nelle aree dove il marchio Marriott è già presente», prosegue John Licence, responsabile commerciale per l’Italia. Le due nuove aperture confermano l’interesse per il nostro Paese, che ha visto lo scorso anno un incremento del 10% di vendite. E testimoniano la strategia di Marriott di focalizzarsi sul core business della gestione di alberghi, con un programma di apertura di 30mila nuove stanze sia quest’anno che il prossimo, di cui il 40% fuori dagli Usa. Proprio a fine 2002 è stata siglata la cessione dell’ultima divisione di residenze per anziani, con cui Marriott ha sancito la definitiva uscita dall’attività. Mentre rimane una seconda area cruciale per il gruppo, quella della multiproprietà, che sta guadagnando peso soprattutto in Europa. Qui manca ancora all’appello l’Italia.