Per l’Italia un freddo 2002

18/02/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
041, pag. 18 del 18/2/2003
di Valentina Giannella


Presentata alla Bit l’ultima ricerca Istat sui flussi turistici dello scorso anno.

Per l’Italia un freddo 2002

Calate le presenze, pessimismo tra gli operatori

Un 2002 altalenante, quello che si è concluso per il turismo italiano. Stazionario all’inizio, in flessione nel terzo trimestre, con un recupero nell’ultima parte dell’anno che ha portato a chiudere con un freddissimo -0,3% il conto degli operatori ricettivi. Lo rileva l’Istat nella sua ultima indagine su ´Il turismo nel 2002 e le aspettative per il 2003′, presentata ieri in Bit a Milano. Notizie non troppo rosee anche per agenzie di viaggio e operatori: solo il 16,7% utilizza i loro servizi di intermediazione, mentre il 77,6% dei clienti fa ricorso a prenotazioni dirette. Per quanto riguarda le previsioni per il 2003, il pessimismo dilaga tra gli albergatori italiani, nonostante l’85,3% dei viaggiatori scelga come destinazione l’Italia.

Il calo delle presenze e degli arrivi ha interrotto la tendenza espansiva degli anni precedenti che, dopo aver toccato la massima intensità nel 2000, aveva fatto ancora registrare un significativo incremento nel 2001. Rispetto al mezzo di trasporto, l’utilizzo dell’auto si è riconfermato il favorito dagli italiani (67% dei viaggi) e particolarmente diffuso in occasione di vacanze brevi. Subito dopo, vengono l’aereo (12%) e il treno (9,8%). Tra le novità, la preferenza per lunghi week-end a casa di parenti o amici, o quella di sfruttare le case di proprietà.

Il Sud, in quest’ultimo caso, ricopre la quota principale (61,3%). Si viaggia in prevalenza per vacanza (85,8%) e la classifica delle destinazioni più gettonate vede al primo posto le località marittime, seguite dai monti e dalle città d’arte.

Al capitolo turisti stranieri il crollo più importante proviene dagli Stati Uniti, dove si è registrato un -11,8%. Per fortuna, ci sono i giapponesi e i francesi a controbilanciare l’incoming negativo, con un +3,5 e +5,2%. Germania e Austria registrano invece una netta contrazione (-2% e -3,2%) influenzando negativamente l’andamento del flusso turistico.