Per l’inflazione discesa virtuale

31/10/2003



Click here to find out more!
  economia e lavoro




31.10.2003
La Cgil: per lavoratori e pensionati non cambia nulla, continuano a tirare la cinghia
Per l’inflazione discesa virtuale

MILANO «Per lavoratori e pensionati nessun miglioramento dai dati dell’inflazione». La segretaria confederale Cgil Marigia Maulucci commenta il dato Istat che conferma l’inflazione al 2,6% nel mese di ottobre, con riduzioni dei prezzi di benzina e telecomunicazioni e aumenti però negli alimentari e nell’abbigliamento, ovvero nei prodotti di più largo consumo. «I lavoratori sono quindi costretti a tirare la cinghia». Secondo Maulucci «solo i rinnovi contrattuali hanno avvicinato le retribuzioni all’inflazione, il che significa che
non esiste politica pubblica di sostegno ai redditi: il fiscal drag non viene restituito, con un danno medio intorno ai 150 euro, e dal fronte della sanità e dei servi zi, con i tagli previsti in Finanziaria, arrivano ulteriori penalizzazioni».
«Gravissima» poi viene definita la condizione dei pensionati, «ai quali
l’Inps non riconosce l’adeguamento delle pensioni all’inflazione reale. E i sindacati calcolano in 500 milioni di euro lo scippo perpetrato dal governo». «Inoltre, l’indice armonizzato dell’inflazione – conclude Maulucci – quello cioè del rapporto con l’inflazione europea, si attesta sul 2,8%, pregiudicando ulteriormente la già fragile competitività del
nostro apparato produttivo».
Anche il deputato ds Alfiero Grandi richiama l’attenzione sul fatto che «l’inflazione è più alta di quanto venga registrato dall’Istat».
E che «sarebbe necessaria un’iniziativa del governo che non c’è».
Quanto ai settori, a frenare il costo della vita sono stati i trasporti (meno 0,8% su base mensile, più 1,8% su base annua), grazie alla riduzione del costo dei carburanti e al calo del prezzo delle automobili. Anche il comparto delle comunicazioni è in calo (meno 2,4% su base mensile, meno 3,8% su base annua). In calo anche il costo dell’energia elettrica (meno 1,4% rispetto a settembre). I rialzi più forti, invece, si sono avuti tra gli alimentari e gli analcolici, a
causa soprattutto dei rincari di frutta e ortaggi, e in quello dell’abbigliamento e calzature.

la.ma.