Per le vendite al dettaglio un settembre nero (-0,2%)

29/11/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Per le vendite al dettaglio un settembre nero (-0,2%)
    Elio Pagnotta
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – In settembre l’emergenza terrorismo colpisce duramente le vendite al dettaglio. Secondo i dati diffusi ieri dall’Istat, in settembre il valore corrente delle vendite del commercio fisso al dettaglio è aumentato dello 0,4% nei confronti dello stesso mese del 2000 (l’indice base 1995=100 è risultato pari a 114,5). Insomma, una vera e propria doccia fredda, dopo le speranze suscitate dall’exploit di agosto, quando si era verificato l’incremento più elevato dal 1999. Del resto, anche i dati destagionalizzati confermano il brusco stop delle vendite, che rispetto ad agosto hanno accusato una diminuzione dello 0,2 per cento. Il clima di debolezza che ha caratterizzato settembre si è rivelato generale, con aumenti limitati allo 0,3% nel settore alimentare e allo 0,5% nei comparti non food. Se le vendite sotto il profilo tendenziale sono almeno riuscite ad evitare di andare in rosso, è comunque solamente grazie al modesto incremento che si è registrato nelle regioni settentrionali, le uniche capaci di mettere a segno una sia pur lieve espansione dello 0,8 per cento. Crescita zero invece per le altre ripartizioni: la variazione infatti è nulla tanto nell’Italia centrale quanto in quella meridionale. Sempre nel settembre 2001, alcuni gruppi mercologici sono stati comunque caratterizzati da aumenti tendenziali abbastanza elevati: tra questi, come in passato, i prodotti farmaceutici (+2,4%), seguiti dalle calzature (+1,3%) e dall’abbigliamento (+1,1%), oltre che dai casalinghi (+1,1%). Al contrario, ci sono settori che hanno denunciato diminuzioni, come è accaduto per informatica ed elettronica di consumo (-0,6%), mobili e arredamento (-0,5%) e fotocine (-0,5%). Anche la grande distribuzione, nonostante un aumento più elevato della media (+1,4% in complesso), ha sensibilmente rallentato il passo e addirittura i grandi magazzini hanno dovuto fare i conti con una flessione delle vendite pari al 6,9 per cento. Gli stessi ipermercati, in precedenza il settore più vivace, hanno azzerato la crescita, subendo anzi nel comparto alimentare un calo del 2,5 per cento. Reggono gli hard discounti, dove però le vendite non sono andate oltre un aumento dell’1,6 per cento. Da sottolineare le difficoltà delle piccole e medie imprese: le prime (fino a 2 addetti) hanno visto contrarsi l’aumento allo 0,3%, le seconde (da 3 a 5 addetti) hanno subito un calo dello 0,1 per cento. Nei primi nove mesi del 2001, il bilancio delle vendite ha fatto registrare un incremento del 2% nei confronti dello stesso periodo dell’anno passato, con un massimo del 4,6% per la grande distribuzione e un minimo dell’1,5% per le piccole imprese.
Giovedí 29 Novembre 2001

 
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