Per le donne congedi flessibili

29/05/2003

              Giovedì 29 Maggio 2003

              Indennità di maternità:
              ricomprese tutte le Casse
              Per le donne congedi flessibili
              anche nei tre mesi dopo il parto

              Approda sulla «Gazzetta Ufficiale» 121 del 27 maggio il
              decreto legislativo 115 del 23 aprile 2003 recante modifiche al Testo
              unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno
              della maternità e della paternità, approvato con il Dlgs 151/2001.
              Con il provvedimento viene apportata una serie di correzioni necessarie a permettere una più razionale e omogenea lettura della norma. Così, per esempio, si ribadisce che la flessibilità del congedo di maternità, prevista dall’articolo 20 del Testo unico, agisce oltre che sull’astensione ante-partum anche su quella post-partum.
              Pertanto, il divieto — sancito dall’articolo 17 — di adibire al
              lavoro le donne durante i tre mesi dopo il parto viene contemperato
              con la possibilità che la lavoratrice, utilizzando la flessibilità del congedo, determini automaticamente l’ampliamento del periodo di assenza obbligatoria dal lavoro dopo il parto.
              Con una modifica al comma 2 dell’articolo 17, viene meglio delineata
              la possibilità del servizio ispettivo del ministero del Lavoro di disporre
              l’interdizione anticipata dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza.
              Nella norma rettificata era infatti richiamata la sola interdizione concessa sino ai due mesi antecedenti il parto. Ora, per effetto della modifica si raccorda la disposizione con le altre parti del Testo che, allo stesso modo, disciplinano la possibilità di interdizione anticipata. Vale a dire in caso di lavori vietati (articolo 7, comma 6) e di incompatibilità dell’orario di lavoro con lo stato della lavoratrice
              (articolo 12, comma 2).
              Altra modifica che non innova, ma fornisce una precisazione, riguarda
              l’erogazione della cosiddetta indennità di maternità. Viene disposta la sostituzione del comma 2 dell’articolo 22. Con la nuova formulazione
              è di fatto sancita, dal punto di vista legislativo, la parificazione operativa tra l’indennità di malattia e quella di maternità. Quindi, il datore di lavoro nell’erogare quest’ultima, si atterrà alle stesse
              regole previste per la prima, fermo restando che la tutela economica della maternità assorbe ogni altra indennità spettante per la malattia.
              Un’altra correzione intacca la tutela prevista a favore della lavoratrice
              che potrà essere collocata in mobilità a seguito di licenziamento
              collettivo conseguente alla cessazione di attività dell’azienda in cui la
              lavoratrice è occupata.
              Si inaspriscono inoltre le sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano il diritto dei lavoratori alla conservazione del posto e al rientro nella stessa unità produttiva dove erano occupati all’inizio del periodo di gravidanza. Con il nuovo comma 4-bis aggiunto all’articolo 56, l’inosservanza delle disposizioni è punita con la sanzione amministrativa che va da 1.032,91 euro sino a 2.582,28 euro.
              Non è ammesso il pagamento in misura ridotta. Quanto detto in materia di rientro e conservazione del posto di lavoro si applica anche per i lavoratori in caso di congedo di paternità.
              Infine, il decreto legislativo 115 aggiorna l’elenco delle Casse di previdenza private che erogano l’indennità di maternità a favore delle libere professioniste. La vecchia lista, infatti, faceva riferimento solo agli enti privatizzati in base al decreto legislativo 509/94, trascurando le nuove Casse istituite in base al decreto legislativo 103/96 (infermieri, psicologi, biologi, periti industriali e l’ente pluricategoriale che ricomprende dottori agronomi e forestali, attuari, geologi e chimici), nonché le gestioni separate presso l’Inpgi e l’Enpaia.
              GIUSEPPE MACCARONE