Per la crisi del turismo un tavolo permanente

16/10/2001

Il Sole 24 ORE.com


    Per la crisi del turismo un tavolo permanente
    Roma. Sarà monitorato il settore turistico italiano finchè non si attenuerà la crisi internazionale e diventerà permanente il confronto tra istituzioni e associazioni di categoria avviato ieri presso il ministero delle Attività produttive. E tutte le proposte avanzate dagli operatori turistici che aderiscono as Assoturismo-Confesercenti, Confturismo-Confcommercio e Federturismo-Confindustria verranno attentamente valutate e rese operative non solo in base alle disponibilità del bilancio nazionale ma anche alle indicazioni che l’Unione europea fornirà (non prima del 27 ottobre) in attuazione delle norme sulla concorrenza.
    È giunto a queste conclusioni il primo incontro operativo tra il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, e i rappresentanti del settore che hanno chiesto una serie di interventi straordinari per rilanciare il nostro turismo colpito da grave crisi dopo i drammatici aventi dell’11 settembre. Crisi che porterà, secondo le stime di Ciset-Confturismo, a un calo di 2,5 milioni di presenze entro l’anno ed a una perdita secca di ricavi per 610 niliardi di lire (315 milioni di euro) e flessioni ancora più marcate nel corso del 2002, valutate in 6,6 milioni di presenze in meno e perdite per oltre 1.600 miliardi (826 milioni di euro).
    Il pacchetto delle rivendicazioni prevede, tra l’altro, l’attivazione della cassa integrazione straordinaria, il rinvio dei pagamenti fiscali, la revisione del meccanismo del reddito presunto in base agli studi di settore, l’incremento del fondo a disposizione delle agenzie di viaggio, la riduzioni degli oneri contributivi e previdenziali nonché la riduzione temporanea dell’Iva per tutti i settori turistici e la non imponibilità dell’Ici.
    Al termine della riunione il ministro Marzano, pur condividendo le difficoltà dell’intero comparto del turismo italiano, si è limitato a riferire che non tutte le richieste degli operatori potranno essere accolte precisando che alcune misure dovranno essere adottate d’intesa con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ed altre non dovranno contrastare con le normative europee.
    Sicché una prima indicazione degli interventi da adottare potrà venire dalla riunione dei ministri dell’Industria convocata a Bruxelles entro fine mese.
    Michele Menichella
    Martedì 16 ottobre 2001
 
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